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Campobello, ombra dei clan sulle Comunali del 2014
Ruggirello al pregiudicato: «È salito il nostro sindaco»

L'ex deputato, finito in manette con l'accusa di associazione mafiosa, si sarebbe mosso per le ultime Amministrative sfruttando le proprie amicizie con uomini delle cosche. Accanto a lui anche il discusso ex consigliere di Castelvetrano Lillo Giambalvo

Pamela Giacomarro

l rapporti delineati nelle carte dell'inchiesta Scrigno tra l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello e Lillo Giambalvo, l'ex consigliere di Castelvetrano che millantava incontri con il boss latitante Matteo Messina Denaro durante le battute di caccia, erano già finiti sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori. Nel 2016 i pm Maurizio Agnello e Carlo Marzella, nell’appello contro l’assoluzione dell’ex consigliere comunale di Catelvetrano, scagionato dall’accusa di associazione mafiosa per insufficienza di prove, scrissero che «Giambalvo aveva un progetto, d'intesa con il deputato regionale Paolo Ruggirello». 

L'idea sarebbe stata quella di «realizzare un'attività di ristorazione all'interno del parco archeologico di Selinunte». Il progetto, secondo la procura, sarebbe stato reso possibile in virtù della «posizione di Giambalvo, di intraneo alla famiglia mafiosa territorialmente competente». A suffragio delle motivazioni che accompagnavano il ricorso venivano citate anche alcune intercettazioni fra l'allora consigliere e lo zio, il boss Vincenzo La Cascia. Discussioni, secondo gli inquirenti, «finalizzate a influire sull'esito finale delle elezioni amministrative nei Comuni di Castelvetrano e Campobello di Mazara». 

Queste ultime vicende sono state approfondite dagli inquirenti nell'inchiesta Scrigno. Ruggirello, prima di passare al Pd, è stato leader nel Trapanese di Articolo 4, il movimento di cui Giambalvo era uno degli esponenti più attivi, insieme a Francesco Martino, eletto consigliere comunale di Castelvetrano nel 2014 con l’Udc e poi transitato nel partito creato da Lino Leanza, prima di essere dichiarato incandidabile. L’occasione per lanciare il nuovo soggetto politico sono le Amministrative di Campobello di Mazara del 2014. Per gli inquirenti, al fine di ottenere un buon risultato, Ruggirello decide di sfruttare le proprie amicizie in ambienti malavitosi. Oltre al già citato La Cascia, anche Carmelo Salerno e Filippo Sammartano. Sarebbero stati loro a suggerire i nomi da inserire nella lista in appoggio alla candidatura a sindaco di Giuseppe Castiglione (non indagato, ndr), che sarebbe stata sponsorizzata proprio da Sammartano. Quest'ultimo dopo la vittoria ai seggi avrebbe parlato di Ruggirello come di «uno dei migliori politici della provincia, un santo». 

Stando alle indagini, Sammartano incontra Ruggirello prima della data delle elezioni e la sera dello spoglio. L'ex deputato regionale, accompagnato da Giambalvo e dal fidato Francesco Todaro, raggiunge un bar di Campobello, gestito dallo stesso Sammartano, per festeggiare il buon risultato ottenuto da Articolo 4 capace di superare la soglia di sbarramento. «Il sindaco, è salito il nostro - esulta Ruggirello parlando al telefono con Salerno -. La lista, abbiamo preso quattrocento voti. Aspettiamo un seggio». Mesi dopo l’elezione di Castiglione, Articolo 4 ottiene anche l’assessorato ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, affidato a Giacomo Sucameli, uomo dello staff di Ruggirello all'Ars che resterà in carica fino al maggio del 2016. 

Due giorni dopo le elezioni a Campobello di Mazara, Giambalvo viene arrestato. In carcere rimarrà un anno. Dopo l'assoluzione e il ritorno in libertà, a tendergli la mano troverà ancora una volta Ruggirello, che lo coinvolgerà in un progetto sociale che però non va in porto. Nello stesso periodo, infatti, il Comune di Castelvetrano viene sciolto per mafia e a quel punto i rapporti tra Giambalvo e Ruggirello si raffreddano.

L'inchiesta Scrigno rappresenta il secondo caso in poche settimane in cui la politica a Campobello di Mazara viene accostata a Cosa nostra. A febbraio, a finire al centro dell'attenzione è stato il movimento Io amo Campobello e, nello specifico, le figure di Calogero Luppino e Salvatore Giorgi. I due, ritenuti vicini alle cosche, avrebbero stretto accordi con il deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino, attualmente indagato, in vista delle ultime Regionali.

Aggiornamento, riceviamo e pubblichiamo la nota del sindaco Giuseppe Castiglione: 

«Rinnovo il mio plauso alle forze dell’Ordine e alla Magistratura anche per questa nuova importante operazione che ha consentito di fare luce su un complesso sistema sociale che purtroppo risulta inquinato e che – salvo la presunzione d’innocenza tutelata dalla Costituzione – vede il coinvolgimento anche di un soggetto politico che ha ricoperto importanti ruoli istituzionali nella politica regionale, quale l’ex on. Paolo Ruggirello. Un coinvolgimento che, dunque, non può che destare sgomento e stupore, rischiando di delegittimare la politica tutta. Se dal punto di vista penale sarà la Magistratura a fare il suo corso, dal punto di vista politico e morale non posso che considerare l’operazione “Scrigno”, come una preziosa attività investigativa di cui fare tesoro, continuando, come ho fatto sempre in questi 4 anni di attività amministrativa, a tracciare quella linea di demarcazione netta oltre la quale non può trovare spazio chi la politica la interpreta come cosa diversa da quella del servizio pubblico».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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