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In Sicilia le donazioni di organi calano del 40 per cento
«Non è volontariato ma terapia per chi è in lista d'attesa»

Un'inversione di tendenza rispetto all'anno scorso. Riduzione di donatori che si traduce in meno trapianti. «Dati sconfortanti dovuti a difficoltà organizzative delle aziende sanitarie», spiega a MeridioNews la coordinatrice del centro regionale trapianti

Marta Silvestre

Foto di: engin_akyurt

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Nel 2018 la Sicilia ha registrato un calo della donazioni d’organo, con un’inversione del trend positivo del 2017 che aveva permesso alla regione di allinearsi alla media italiana. Una riduzione dei donatori che si aggira intorno al 40 per cento rispetto all'anno precedente, con le opposizioni al momento della proposta in assenza di dichiarazione espressa in vita che hanno raggiunto il 50 per cento. «I dati sono sconfortanti - afferma a MeridioNews Bruna Piazza, coordinatrice del centro regionale per i trapianti di organi e tessuti - È stato un anno di difficoltà organizzative e logistiche. Purtroppo ancora oggi la donazione degli organi spesso viene considerata attività su base volontaristica mentre, dal gennaio dello scorso anno, è stata inserita nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Per questo, andrebbero strutturati percorsi aziendali organizzativi istituzionali».

La drastica riduzione dei donatori d’organo ha determinato la riduzione di circa il 35 per cento dei trapianti effettuati. Infatti, del 221 eseguiti dai centri siciliani 97 sono stati effettuati con organi provenienti da altre regioni, 28 da donatore vivente, e 96 da donatori morti nell'Isola. In controtendenza i dati del registro di midollo che, nel 2018, ha visto un aumento significativo dei donatori con 1035 nuovi iscritti (149 a Messina, 214 a Catania, 246 a Palermo e 426 a Ragusa). Dall'analisi delle attività del Crt Sicilia, emerge un elemento di disomogeneità di distribuzione delle attività registrate nelle varie aziende: solo alcune hanno mantenuto gli standard degli anni precedenti, mentre altre hanno registrato un forte declino. La diminuzione più drastica di donatori si è registrata all'ospedale Cannizzaro di Catania che è passata dai sette del 2016 agli undici del 2017 per scendere a picco a due nel 2018. Anche nel Policlinico del capoluogo etneo il calo è stato consistente: erano cinque nel 2016, poi dodici nel 2017 calati drasticamente a quattro nel corso dello scorso anno. Al Garibaldi dopo il raddoppio da quattro a otto tra il 2016 e il 2017, il numero è stato dimezzato nel 2018 con quattro donatori. Numeri in calo anche per l'azienda sanitaria provinciale di Agrigento, di Caltanissetta, Messina e Siracusa. Fanno meglio nel Trapanese e nel Palermitano dove si registrano delle timide crescite. 

«Nel calo delle donazioni le ragioni sono multifattoriali - spiega Piazza - primo tra tutti c'è il fatto che si tratta di un processo complesso in cui le difficoltà pratiche e logistiche delle aziende ospedaliere pesano di più se non c'è un'organizzazione strutturata. Per esempio, incidono molto le criticità delle dovute alle carenze di organico». Non solo questioni organizzative, però, a determinare le opposizioni di coniugi, genitori o figli in assenza di una dichiarazione in vita è anche una mancanza di informazioni chiare che, non può arrivare in un momento in cui spesso è poi l'egoismo del dolore a prendere il sopravvento. È in quest'ottica che si inserisce il disegno di legge approvato la scorsa settimana dalla commissione Salute dell'Ars, il cui primo firmatario è il deputato di Diventerà bellissima Giuseppe Zitelli, che prevede nuove disposizioni in materia di consenso e dissenso alla donazione di organi e tessuti per trapianti.

Le norme nazionali consentono a ogni cittadino - maggiorenne e capace di intendere e di volere - di esprimersi a favore o contro la donazione dei propri organi e tessuti dopo la morte. Il ddl si prefigge di incentivare in tutti i comuni della Sicilia l'applicazione delle norme nazionali. Per fare questo, la Regione si prefigge di organizzare dei corsi di formazione specifici per gli operatori comunali addetti agli uffici anagrafe «nel corso dei quali - spiega Zitelli - verranno illustrate oltre che le nuove procedure, con l'introduzione del documento d'identità elettronico, per consentire al cittadino di esprimere il proprio consenso o diniego alla donazione degli organi, e anche le procedure relative all'utilizzo dei sistemi operativi per la trasmissione dei dati al Sistema informativo trapianti». 

Al momento, la scelta di donare o non donare i propri organi, può avvenire con una dichiarazione firmata su carta libera da portare sempre con sé; attraverso le tessere del donatore distribuite dalle associazioni; con il tesserino blu inviato dal ministero della Salute a tutti i cittadini nel 2000 oppure compilando il modulo di dichiarazione di volontà predisposto dal ministero da ritirare nelle aziende sanitarie, nelle aziende ospedaliere o negli ambulatori di medicina generale oppure, infine, firmando l'atto olografo dell'associazione italiana donatori di organi (Aido). I legislatori nazionali hanno previsto anche la possibilità che la carta d'identità possa contenere il consenso o il diniego alla donazione di organi in caso di morte. «L'obiettivo principale del ddl è responsabilizzare i cittadini sull'utilità di tale dichiarazione che può, senza ombra di dubbio, aumentare il numero delle donazioni in Sicilia», afferma il deputato Zitelli.  

«C’è ancora tanto da fare ma non sono pessimista - ammette la coordinatrice del Crt Sicilia - In tal senso, una misura che agisca sulla formazione degli operatori dell'ufficio anagrafe potrebbe essere un fatto che incide in modo positivo, specie se l'addetto formato senta questo impegno quasi come una missione. È vero che, al momento, siamo un po' indietro ma, lo scorso anno, la Sicilia ha dimostrato di essere in grado di riuscire a migliorare e raggiungere gli standard nazionali. La prima cosa da fare - conclude  - è, in ogni caso, quella di entrare nell'ottica che la donazione degli organi è una vera e propria terapia per i pazienti che sono in lista di attesa».

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