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Vittoria, ciclo della plastica in mano alla Stidda
«Al mercato c'è ancora una cappa mafiosa»

Otto arresti, tra cui Titta Puccio, ritenuto vertice del clan Dominante-Carbonaro, 21 indagati. La produzione degli imballaggi di plastica e il loro smaltimento, fino alla fase del riciclo, sarebbe stato gestito dalla mafia, attraverso una rete di società finite sotto sequestro. «Menti commerciali intelligenti». Guarda video e foto

Salvo Catalano

«Non ci fermeremo fino a quando il mercato di Vittoria sarà liberato dalla cappa mafiosa, ancora presente, che impedisce la libera concorrenza». Il procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro, sa che l'ultima operazione ha inferto un colpo importante alla Stidda - che aveva imposto l'assoluto monopolio nella fornitura degli imballaggi di plastica e anche nella gestione successiva del rifiuto plastico - ma non definitivo. «Potrebbe essere il volano dell'economia di questo territorio, invece al mercato c'è ancora tanto di mafia», ammette il magistrato. Intanto otto persone sono state arrestate e 21 sono complessivamente gli indagati nell'inchiesta denominata Ghost Trash, rifiuti fantasma. Invisibili perché non solo i prodotti in plastica erano  imposti nelle serre e nei vari box del mercato, ma poi, una volta usati, venivano prelevati per destinarli allo smaltimento e sparivano, presi in carico da ditte riconducibili a Giombattista Puccio, detto Titta, ritenuto al vertice del clan Dominante-Carbonaro. Venivano quindi trasportati e riciclati in maniera illegale. Puccio avrebbe addirittura tentato di esportare il materiale nell'Est Europa. A riprova, come sottolineato dai magistrati che hanno condotto le indagini, della vena imprenditrice della Stidda di Vittoria, «menti commerciali molto intelligenti e da non sottovalutare», sottolinea l'aggiunto Carmelo Petralia che quella zona la conosce molto bene, essendo stato fino a poco tempo fa procuratore capo a Ragusa. 

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