Ars/ Bilancio 2014, La Commissione Finanze dell’Ars scrive all’assessore Bianchi: “I conti non tornano”

A NON CONVINCERE E’ LA ‘DOPPIA CONTABILITA’. INSOMMA, FA SAPERE IL PRESIDENTE NINO DINA, E’ IMPOSSIBILE INIZIARE AD ESAMINARE LA MANOVRA SE NON CONOSCIAMO LA CIFRA ESATTA CHE ROMA CHIEDE ALLA SICILIA

Si complica la manovra economica regionale. La ‘bozza’ di Bilancio e Finanziaria 2014 messa a punto dal Governo, e in particolare dall’assessore all’Economia, Luca Bianchi, non convince il presidente della Commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, Nino Dina. Che ha preso carta e penna e ha inviato una nota all’assessore.

“Egregio assessore – scrive il presidente della Commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, Nino Dina – in attesa di ricevere formalmente, dalla Presidenza dell’Assemblea, i documenti contabili per l’esercizio finanziario 2014 e per il triennio 2014-2016, ho invitato gli Uffici della Commissione e del Servizio del Bilancio dell’Assemblea ad operare una prima analisi tecnica del contenuto della manovra presentata dal Governo”.
“Le rappresento, con la presente nota – scrive Dina – le principali perplessità scaturite da tale analisi, che attengono all’impianto stesso della manovra contabile ed, in particolare, alla formulazione dell’articolo 4 del disegno di legge finanziaria, che riguarda gli accantonamenti tributari finalizzati a garantire il concorso della Regione agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica nazionale”.

Il tema, per capirci, sono i soldi che Roma intende ‘scippare’ alla nostra Regione per pagare il Fiscal Compact, una sorta di ‘pizzo’ comunitario che la Germania ha imposto ai Paesi ‘sottoposti’, a cominciare dall’Italia. Sono i ‘famigerati’ 50 miliardi di euro che il nostro Paese deve pagare ogni anno per ridurre il debito pubblico.
“La scelta di rideterminare gli accantonamenti tributari per il 2014 – scrive il presidente della Commissione Bilancio e Finanze dell’Ars – che la legge finanziaria 2013 quantificava in 819.314 migliaia di euro, o in 547.534 migliaia di euro, in assenza di una intesa stipulata tra Stato e Regione in materia, ha comportato la necessità di introdurre un Allegato 2. Tale Allegato contiene, nella colonna B, drastiche riduzioni nelle autorizzazioni di spesa relative ai principali settori di intervento regionale, che incidono sensibilmente sugli effetti finanziari della manovra delineati nel prospetto allegato all’articolo 49”.
In pratica, non sapendo ancora quanto lo Stato chiederà alla Regione siciliana, l’assessore Bianchi ha formulato due ipotesi: Roma potrebbe chiedere alla Sicilia un ‘sacrificio’ pari a 800 milioni di euro o pari a 500 milioni di euro. L’assessore regionale all’Economia ha quindi predisposto due schemi di Bilancio a seconda dello ‘scippo’ che effettuerà Roma. Un’impostazione che viola un principio cardine della legge di contabilità: la certezza delle somme disponibili. 
“Tutto ciò – scrive il presidente Dina – conferisce, ad avviso mio e degli Uffici, eccessiva aleatorietà alle appostazioni contabili del disegno di legge e ai principali saldi di finanza pubblica. Sarebbe, presumibilmente, più opportuno individuare un singolo importo relativo agli accantonamenti e rinviare ad una successiva legge di variazioni di bilancio la trasposizione contabile dell’intesa siglata con lo Stato”.
In pratica, il presidente Dina dice all’assessore Bianchi: ci faccia sapere qual è la cifra che Roma intende prendersi dalle ‘casse’ della Regione e lavoriamo su numeri certi e non “aleatori”.
“La invito, pertanto, prima dell’inizio dei lavori in Commissione – conclude il presidente Dina – a fissare un incontro tecnico, alla presenza dei Suoi Uffici e di quelli dell’Assemblea, al fine di fugare i dubbi e le perplessità suscitati dall’attuale impostazione della manovra e, in uno spirito di reciproca collaborazione, di definire gli opportuni aggiustamenti al testo”.

Nota a margine
In realtà, l’assessore Bianchi, i suoi collaboratori in assessorato e chi ha materialmente redatto questa ‘bozza’ di Bilancio 2014 sanno benissimo che il Governo nazionale scipperà alla Sicilia da 800 milioni e un miliardo e 200 milioni di euro. Ma vorrebbero tenerlo nascosto. Così hanno inventato questa bizzarra “doppia contabilità”. Per non far sapere che, per il prossimo anno, se Roma non ridurrà le pretese, in tutti i settori dell’Amministrazione regionale i tagli oscilleranno dal 60 al 70 per cento. Tutto questo per andare dietro all’Unione europea della finanza ladra e delle banche.  

 


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