Annullata la nuova custodia cautelare in carcere per il cantante neomelodico Niko Pandetta, coinvolto nell’operazione antidroga Abisso di metà giugno. Il tribunale del Riesame di Catania ha così sciolto la riserva, attesa dal 30 giugno, accogliendo la richiesta del legale di Pandetta, tra i 29 indagati dell’indagine. Il quale riteneva non necessaria anche l’applicazione della misura, […]
Foto diretta social Niko Pandetta
Annullata la nuova misura cautelare per Pandetta. Il legale: «Indizi non gravi ed è già in carcere»
Annullata la nuova custodia cautelare in carcere per il cantante neomelodico Niko Pandetta, coinvolto nell’operazione antidroga Abisso di metà giugno. Il tribunale del Riesame di Catania ha così sciolto la riserva, attesa dal 30 giugno, accogliendo la richiesta del legale di Pandetta, tra i 29 indagati dell’indagine. Il quale riteneva non necessaria anche l’applicazione della misura, «sia con riferimento alla gravità indiziaria, che ritenevo assente – spiega l’avvocato Riccardo Floris -, sia sulle esigenze cautelari anch’esse inesistenti». Pandetta, infatti, sta già scontando una condanna per spaccio di droga ed evasione. Per capire le motivazioni della scelta dei giudizi, andranno attesi 45 giorni per il documento.
Il ruolo di Pandetta dell’indagine Abisso
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Niko Pandetta avrebbe continuato a parlare e lavorare dal carcere, ma non solo nella musica. In varie conversazioni telefoniche e videochiamate con altri indagati, il cantante catanese avrebbe discusso non solo di droni e ricariche telefoniche, ma anche del business della droga. Con l’aggravante di avere agevolato il clan mafioso dei Cappello, riconducibile al boss Turi Cappello, zio di Pandetta.
L’attuale detenzione di Pandetta
Pandetta era in carcere da tre anni quando, a ottobre 2025, viene trasferito in una comunità terapeutica in Calabria. Esperienza che dura appena un paio di mesi, ancora una volta per i troppi contatti con l’esterno. Spostato in una nuova struttura nel Lazio e, anche stavolta, tradito dall’esposizione social, per lui è scattato il ritorno al carcere di Rebibbia, a marzo di quest’anno.