Amministrative in Sicilia, l’affluenza alle 12 è al 15% Il dato è in crescita a Gela e in calo a Caltanissetta

Si attesta al 15,06 per cento come media regionale l’affluenza nei 34 comuni siciliani chiamati oggi a eleggere il sindaco e i consigli comunali. 

Nell’unico capoluogo di provincia alle urne, Caltanissetta, ha votato il 15,01 per cento degli aventi diritto, in calo di circa due punti rispetto alle Amministrative di cinque anni fa. A Gela invece, la città più popolosa che oggi torna al voto, l’affluenza cresce rispetto all’ultima tornata elettorale: al momento infatti si registra un 13,42 per cento (+1,68). 

Gli altri Comuni con più di 15mila abitanti e dove quindi è previsto il ballottaggio sono Aci Castello (dove l’affluenza alle 12 è stata del 17,19 per cento, in calo di poco più di un punto; qui il quadro della provincia di Catania), Bagheria (affluenza al 15,40 per cento, in calo dello 0,77 per cento), Monreale (14,74 per cento con un significativo -2,65 per cento), Castelvetrano che torna al voto dopo il periodo di commissariamento per mafia (affluenza al 15,02 per cento, sostanzialmente invariata rispetto alle ultime Amministrative) e Mazara del Vallo (dove ha votato il 19,51 per cento, in calo di circa un punto rispetto a cinque anni fa).

Guardando ai dati provinciali, il territorio dove la percentuale è più alta è quell della città metropolitana di Messina dove si vota in dieci comuni: la percentuale media di chi ha votato è del 18,87. La provincia col dato di affluenza più basso è invece Agrigento (cinque Comuni alle urne) con il 9,51 per cento. 

In tutta l’Isola il Comune finora più virtuoso è il piccolo paese di Condrò, nella città metropolitana di Messina. Qui dei 515 cittadini aventi diritto il 23,88 per cento si è già recato alle urne. Ultimo posto invece per Roccamena, nel Palermitano, dove alle 12 ha votato soltanto il 5,01 per cento.

Come si vota. Si vota dalle 7 alle 23 e lo scrutinio inizierà alla chiusura dei seggi. L’eventuale secondo turno si svolgerà domenica 12 maggio (sempre dalle 7 alle 23). Nei Comuni con popolazione fino a 15mila abitanti viene eletto al primo turno il candidato sindaco che ottiene il maggior numero di voti validi; in quelli superiori a 15mila abitanti, viene eletto il candidato che ottiene almeno il 40 per cento dei voti validi al primo turno. In caso contrario, si procederà al ballottaggio. L’elettore può scegliere di votare per una lista, attribuendo così automaticamente la preferenza anche al candidato sindaco collegato (per il cosiddetto effetto trascinamento), oppure può votare solo per il candidato sindaco. È possibile, inoltre, effettuare il voto disgiunto: scegliere, cioè, un candidato sindaco e una lista a esso non collegata. Infine, per il consiglio comunale, l’elettore può esprimere la propria preferenza scrivendo il cognome – o nome e cognome in caso di omonimia – del candidato prescelto di fianco al simbolo della lista. Qualora esprima due preferenze, dovranno essere una di genere maschile e l’altra di genere femminile, pena la nullità della seconda.


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