Agricoltori in piazza contro deprezzamento del grano «Tutelare la qualità del prodotto con leggi adeguate»

Anche a Palermo gli agricoltori sono scesi in piazza contro il deprezzamento del grano dovuto a import selvaggio, tracciabilità incerta e mancanza di trasparenza. Nel capoluogo siciliano si sono dati appuntamento circa cinquemila persone provenienti da tutta la Sicilia – molti a bordo del proprio trattore – che hanno sfilato per il centro cittadino. Secondo i dati in possesso di Coldiretti, nell’isola le conseguenze relative all’abbassamento del prezzo del grano ammontano a centoventi milioni di euro. Durante la manifestazione, gli agricoltori hanno regalato ai passanti porzioni di grano, per promuovere la lotta contro le speculazioni, le importazioni di grano spesso vecchio e senza le regole fitosanitarie seguite in Italia e la mancanza di etichettatura che rende il prodotto indistinguibile.

Il corteo si è mosso da piazza Politeama e ha visto la partecipazione degli agricoltori e dei sindaci dei comuni siciliani. L’Anci Sicilia ha infatti manifestato solidarietà ai lavoratori della terra: «Il momento di gravissime difficoltà sociali ed economiche che stiamo attraversando e che colpisce in particolare il comparto del grano, prodotto che ha da sempre contraddistinto la nostra terra, – ha dichiarato il presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando – deve portare a ripartire da alcuni asset strategici che hanno da sempre caratterizzato l’economia dell’Isola e che, attraverso un processo di riorganizzazione e di innovazione, dovrà continuare a spingere lo sviluppo della nostra Sicilia. La nostra, infatti, è una terra che, anche grazie alla propria produzione agricola, deve puntare nel mercato a segmenti di eccellenza in funzione di una migliore qualità della vita e del benessere del cittadini».

Tappa finale del corteo è stata Palazzo d’Orleans, dove una delegazione dei manifestanti,guidata dal vicepresidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, è stata ricevuta dall’assesore regionale al ramo Antonello Cracolici, che si è impegnato a presentare una mozione alla conferenza Stato – Regioni, e in tutte le altre sedi istituzionali competenti, che preveda che la denominazione d’origine del grano sia obbligatoria. «Con oltre 81 mila ettari – hanno fatto presente da Coldiretti Sicilia – Palermo è la provincia siciliana dove si coltiva più grano duro. Una produzione che supera i 2 milioni di quintali. In totale nell’Isola – ricorda ancora Coldiretti – la superfice seminata a grano duro va oltre i 280 mila ettari. I numeri dimostrano che l’isola e’ un vero e proprio granaio che grazie alla qualita’ e alla specializzazione raggiunte ha un ruolo nazionale determinante per il comparto»


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