Foto di Dario De Luca

Carburante, Sicilia in ritardo sulle accise e prezzi più cari: «Rischio aumenti nell’agroalimentare»

Un riallineamento delle accise che in Sicilia fatica a concretizzarsi o viene attuato a macchia di leopardo. Sotto la lente d’ingrandimento c’è la riforma, contenuta nell’ultima legge di bilancio, che dall’1 gennaio ha disposto un calo dell’aliquota delle benzina di 4,05 centesimi al litro e un aumento equivalente della tassazione sul gasolio. L’obiettivo del governo è duplice: da un lato ci sono finalità di natura ambientale e, dall’altro, maggiori entrate per lo Stato, stimate in circa 600 milioni di euro già nel 2026 e 3 miliardi in totale nel quadriennio che si chiuderà nel 2029.

Il «paradosso» accise in Sicilia

In questo quadro generale mentre il prezzo medio nazionale della benzina scende, registrando i livelli minimi da dicembre 2022, in alcune Regioni si registrano andamenti anomali dei listini al dettaglio, con la verde che ai distributori continua a costare più del gasolio. Il caso è proprio quello della Sicilia dove, come evidenzia Assoutenti, la benzina costa in media 1,684 euro al litro mentre il diesel si attesta a 1,676 euro al litro. Stando così le cose la benzina risulta più cara di 0,8 centesimi rispetto al diesel. «Sicuramente si tratta di una cosa strana anche perché in altre regioni c’è stato un allineamento praticamente immediato tra verde e diesel già dall’1 gennaio», spiega a MeridioNews Maria Rita Arena, presidente di Assoutenti Sicilia.

«Tutto dipende dalle compagnie petrolifere che dovrebbero allineare i prezzi in maniera automatica scongiurando questo andamento anomalo – continua la presidente -. Tuttavia discutiamo di accise in una regione come la Sicilia dove sono presenti diverse raffinerie e questo a mio avviso rappresenta una situazione paradossale. A vigilare sui prezzi dovrebbe essere ministero dell’Economia e la Regione Siciliana anche perché questa situazione produce dei danni ai consumatori». A oggi, con l’allineamento delle accise, l’Italia detiene il primato europeo per la tassazione più alta del gasolio, mentre per la benzina è all’ottavo posto.

Il malcontento del mondo agricolo

Il problema delle accise in Sicilia non riguarda solo il tardivo allineamento dei prezzi tra benzina e diesel. Ad essere in fibrillazione è anche il mondo dell’agricoltura, settore che in passato ha investito molto sui mezzi a gasolio proprio per il prezzo più vantaggioso. «Nelle zone rurali e montane, tanti cittadini hanno scelto di vivere soprattutto per una questione di risparmio economico – spiega Carlo Franzisi dell’Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori. – L’aumento del gasolio comporta rischi significativi per aumenti consequenziali sulla produzione alimentare e di beni primari, con ricadute sull’economia familiare. In sostanza siamo fortemente penalizzati. L’incidenza sulla filiera agroalimentare, con l’adeguamento dei costi dei trasporti, si riversa sul potere d’acquisto delle famiglie. Va ricordato, inoltre, che nel nostro Mezzogiorno il trasporto pubblico è assai carente, nonostante siamo costretti a lunghi viaggi quotidiani a causa della frammentazione dei servizi. Sarebbe opportuno un intervento pubblico perlomeno per calmierare questi disagi».


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