A Catania i cadaveri dei 49 migranti «Niente fuochi per le festività agatine»

I cadaveri di
49 migranti arriveranno lunedì al porto di Catania. Sono i corpi trovati ieri nella stiva di un peschereccio, raggiunto da un pattugliatore della Marina militare a sud di Lampedusa. Il bilancio dei primi soccorritori, che parlava di almeno 40 vittime, si è aggravato al termine delle operazioni. «Per onorare la loro memoria martedì a Catania sarà lutto cittadino – dice il sindaco Enzo Bianco – Daremo sepoltura a queste povere donne e uomini». Dalla nave norvegese Siem Pilot, che trasporta le salme, sbarcheranno anche 415 migranti tratti in salvo nel canale di Sicilia. 

I morti «erano immersi in acqua, combustibile ed escrementi» secondo la ricostruzione del comandante della Cigala Fulgosi, il pattugliatore italiano che aveva avvistato l’imbarcazione prestando i primi soccorsi. Viaggiare chiusi sottocoperta costerebbe ai migranti meno che affrontare la traversata sul ponte della nave. «Una tragedia frutto di un orribile cinismo – commenta il sindaco di Catania – che mi ricordano quelle della seconda guerra mondiale». In attesa dell’autopsia, il sospetto è che la morte sia avvenuta per soffocamento, dovuto ai gas di scarico del motore che avrebbero invaso la stiva. 

«Accoglieremo i superstiti come ci impone la nostra civiltà», conclude Bianco. La Siem Pilot trasporta anche i 312 migranti, tra cui 45 donne e 3 bambini, tratti in salvo dallo stesso barcone. Insieme ad altri 103 soccorsi dalla nave militare tedesca Werra a bordo di un gommone in difficoltà. L’organizzazione mondiale migrazioni stima in 2300 i migranti morti nel 2015 sulle rotte che attraversano il Mediterraneo. Circa 500 in più del numero registrato lo scorso anno.

I 49 morti «saranno sbarcati in coincidenza coi festeggiamenti per la traslazione delle reliquie di Sant’Agata», fa notare il vice presidente vicario del Consiglio comunale, Sebastiano Arcidiacono. Che «alle autorità preposte civili e religiose» avanza richiesta per evitare «fragorosi fuochi d’artificio e lunghe processioni», e mantenere «un carattere esclusivamente religioso e di preghiera per il rispetto che si deve alle vittime della nuova tragedia dei migranti».


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