Castel Iudica, Calderaro ferma corsa al Consiglio È indagato per corruzione nell’inchiesta Black job

Salvatore Calderaro fa un passo indietro. L’imprenditore, tra gli indagati dell’inchiesta Black job della guardia di finanza etnea, si ritira dalla corsa per il Consiglio comunale di Castel di Iudica. Farà dunque a meno di lui la lista Insieme per Castel di Iudica, il cui logo occhieggia dai santini elettorali che l’uomo aveva già fatto stampare, come raccontato due giorni fa da MeridioNews. Calderaro, sospeso anche dall’esercizio della professione, era stato ripreso da una telecamera nascosta, dentro gli uffici dell’ispettorato del lavoro di via Battello. In quelle immagini, l’ex deputato regionale Marco Forzese gli infila nel giubbotto la documentazione di una sanzione da 6450 euro indirizzata alla tabaccheria di famiglia dell’imprenditore. Gli inquirenti ritengono che la «sparizione» di quel fascicolo rappresenti una contropartita. In cambio, il camaleontico politico catanese avrebbe «ricevuto la promessa di pacchetti di voti in vista delle regionali 2017», dicono le carte dell’inchiesta. 

A confermare il ritiro di Calderaro è il candidato sindaco a cui è collegata la lista civica Insieme per Castel di Iudica, Salvatore Tumello. «Calderaro – spiega il medico veterinario – ha dichiarato in pubblico di voler chiarire la propria posizione, per una questione di rispetto verso la giustizia e verso la formazione con cui intendeva candidarsi. Ha preso una posizione che secondo me è giustissima – prosegue Tumello – nel rispetto di tutti. Bisogna dare atto che la sua scelta, condivisa anche da me, è stata presa per una questione di trasparenza e di serenità». Due giorni fa il candidato sindaco – intervistato da MeridioNews – aveva scelto una linea forse più sfumata. «Non saprei dire se quel video è una prova di colpevolezza o meno e cosa significa quello che si vede», aveva risposto, aggiungendo che – in assenza di una condanna – «per noi è un libero cittadino come tutti gli altri». 

Il fascicolo dell’inchiesta Black job lascia emergere anche il presunto interessamento dell’ex governatore Raffaele Lombardo, non coinvolto dalle indagini, sul quadro politico di una Castel di Iudica che si avvicina alle elezioni amministrative. «Bisogna dare una stretta – diceva il 4 marzo al telefono a Forzese – perché sono ancora appresso ad Allegra questi cretini». E, lo stesso giorno, l’ex ras del Movimento per l’autonomia veniva passato al telefono allo stesso Calderaro. «Tumello come sta andando? Cammina ‘sta candidatura, non cammina, com’è?», si informava. Contatti tra i tre a cui, secondo i pm della procura di Catania, si aggiungevano inviti a cene riservate, come quella con Pier Ferdinando Casini del 16 novembre 2017


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