Alcamo, progetto per combattere povertà e sprechi «L’azienda dona il cibo in scadenza ai più bisognosi»

Una convenzione tra Conad Sicilia, Lions Club e la mensa della Caritas di Alcamo rivolta ai cittadini meno abbienti. È questo il progetto che da mesi si rivolge alla popolazione più bisognosa della città trapanese. L’impulso è arrivato dal presidente del club service di Alcamo Mariano Lucchese che, seguendo le direttive del Lions Club nazionale, sta cercando di attuare quelli gli obiettivi programmatici in occasione del centenario della fondazione. «Bisogna dire grazie alla legge 166/16 che favorisce le aziende che vogliono donare i prodotti in scadenza, mal confezionati o i campioni alle associazioni senza scopo di lucro che si occupano di assistenza a cittadini in difficoltà», spiega a Meridionews Lucchese. 

La norma punta alla riduzione degli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e non solo. «Conad Sicilia svolgeva già attività simili con altre associazioni in diverse città della Sicilia – sottolinea Lucchese -. Come Lions Club abbiamo fatto da collante. Siamo riusciti a far incontrare queste realtà locali in modo da fornire un servizio alla nostra comunità. Per noi è un punto di partenza per un progetto molto più ampio che raggruppa temi come: il rispetto dell’ambiente, i giovani, il diabete e la lotta alla povertà». Alcune di queste iniziative e attività sono state presentate durante un convegno al collegio dei gesuiti  di Alcamo alla presenza del vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli. Durante l’incontro sono state evidenziate le emergenze da affrontare durante l’anno appena iniziato: «Oggi – aggiunge Lucchese – nel mondo siamo circa sette miliardi, ma produciamo cibo per circa nove miliardi, mentre circa un miliardo di persone muoiono di fame. Si tratta di numeri allarmanti. Ogni anno in Italia finiscono nella spazzatura circa cento chili di cibo per ogni singola persona. Con il cibo sprecato si potrebbe sfamare un’altra Italia. La nostra idea, quindi, è andare oltre la semplice raccolta alimentare. Noi vogliamo coinvolgere sempre più realtà locali (associazioni di volontariato, supermercati e aziende) in modo da poter lavorare tutti insieme per un unico obiettivo: combattere la fame nella nostra città».

Conad Sicilia, che ormai da tempo ha creato una rete di solidarietà, ha accolto con piacere l’idea del Lions Club di Alcamo: «Come azienda della distribuzione organizzata, ci troviamo spesso con merce che, in quanto vicina alla scadenza o per imperfezioni estetiche, risulta invendibile, anche se perfettamente consumabile – spiega Vittorio Troia -. Ecco perché abbiamo creato una rete di solidarietà con associazioni no profit locali, accreditate e serie, che provvedono alla raccolta settimanale di questo genere di prodotti. Si tratta di associazioni che assistono famiglie di immigrati, centri d´accoglienza, comunità per minori e ragazze madri».

Lo scorso 3 novembre è stata consegnata alla Caritas di Alcamo la prima pedana di beni. Forniture non a cadenza fissa, ma in base alla disponibilità della merce: «Sono stati donati legumi, pasta, pelati e prodotti alimentari di vario genere. La mensa è operativa da 25 anni e viene gestita a turno dalle dieci parrocchie della città – commenta Antonino Randes, responsabile della mensa della Caritas di Alcamo -. Qui le porte sono sempre aperte. Offriamo un pasto caldo completo tutte le sere a chi ci chiede un aiuto. In un momento così difficile sono sempre di più le persone che vengono qui». 

A usufruirne al momento sono circa quaranta le persone. Sia di nazionalità straniere che alcamesi. «Gli alcamesi sono di diverse età, in larga parte gente rimasta sola, senza più nessuno. In realtà sarebbero molti di più, alcuni però provano vergogna a venire. Noi siamo una grande famiglia aperta tutti i giorni, feste comprese». Il menù cambia ogni giorno: minestrone, lenticchie, frutta, panettoni per le feste e tanto pesce: «Abbiamo persone di nazionalità e culture diverse. Proviamo ad accontentare tutti», conclude Randes.


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