Stagione Caccia, per l’Ispra andrebbe ritardata «Limitazioni a causa della siccità e degli incendi»

Troppo caldo e incendi, stop alla caccia. L’Istituto superiore protezione ricerca ambientale (Ispra) ha inviato un parere alla Regione secondo cui sono necessarie urgenti «limitazioni all’attività venatoria a causa della siccità e degli incendi». Ecco perché Wwf, Legambiente e Lipu hanno inviato una diffida all’Ars a Palermo chiedendo la sospensione. «Il parere sulle condizioni meteoclimatiche e la caccia è inequivocabile», spiegano le tre sigle ambientaliste. Le condizioni di caldo estremo che perdurano da mesi, aggravate da una drammatica espansione degli incendi comportano «una condizione di rischio per la conservazione della fauna in ampi settori del territorio nazionale e rischia di avere, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie».

In Sicilia la caccia si aprirà sabato 2 settembre. La diffida è arrivata al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, e al collega all’Ambiente Maurizio Croce. Si chiede l’immediata «sospensione del calendario venatorio, in particolare per quanto riguarda l’imminente preapertura dei giorni 2, 3, 6, 9 e 10 settembre, al fine di verificarne la compatibilità con la situazione ambientale, climatica e ecologica».

Già ad agosto, con una precedente diffida, le associazioni avevano chiesto «una complessiva revisione e riformulazione del calendario». A giugno sempre l’Ispra aveva formulato un articolato parere preventivo, sul calendario, esprimendo diverse e rilevanti osservazioni critiche delle scelte dell’amministrazione regionale. Era stato chiesto di diminuire le specie cacciabili e di aprire la caccia solo da ottobre.

Adesso però, alla luce del nuovo parere, Wwf, Legambiente e Lipu ribadiscono la richiesta a Crocetta e Cracolici di «risposte serie e adeguate alla drammatica situazione della fauna». Gli animali sopravvissuti a siccità, calura e incendi hanno subìto un grave peggioramento delle condizioni fisiche mettendo a rischio il successo riproduttivo e aumentando la mortalità, a causa di una maggior vulnerabilità a malattie e predazione. 

Le associazioni, infine, ricordano che la Regione ha già chiesto lo stato di calamità per l’emergenza incendi e sta predisponendo gli atti per riconoscere la drammatica situazione di crisi idrica e siccità che stanno danneggiando l’agricoltura, le piante e gli animali d’allevamento: «Chiunque dotato di buonsenso – concludono – non può negare, quindi, che la caccia sia assolutamente incompatibile con l’attuale contesto». Intanto, il 15 settembre il Tar di Palermo dovrà esprimersi sull’impugnativa del calendario venatorio, dopo che lunedì presidente del Tribunale ha respinto la richiesta di decreto cautelare per l’urgente sospensione della preapertura della stagione di caccia.


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