Mafia, confiscati beni a imprenditore Pasqua Ritenuto vicino alla cosca catanese Cappello

Avrebbe favorito la latitanza di uno dei capi del gruppo dei Carateddi, legati al clan mafioso catanese Cappello. È solo uno degli elementi che la Dia di Catania ha individuato a carico dell’imprenditore di Augusta Francesco Pasqua, destinatario di un provvedimento di confisca del patrimonio per un valore complessivo di oltre un milione e 300mila euro

Pasqua era stato arrestato nel 2014, nell’ambito dell’operazione Prato Verde, con l’accusa di associazione mafiosa, per poi essere scarcerato anche se rimane al momento sotto provesso. I favori sarebbero stati diretti nei confronti di Orazio Privitera – leader dei Carateddi, che tra ottobre 2009 e gennaio 2010 era riuscito a sottrarsi alla cattura dopo essere stato destinario di un provvedimento di fermo relativo all’inchiesta Revenge – al quale Pasqua sarebbe stato vicino. L’imprenditore avrebbe avuto rapporti anche con Sebastiano Lo Giudice, un altro esponente di spicco del gruppo. 

Secondo gli inquirenti, il 58enne farebbe parte dell’associazione mafiosa da circa un decennio. La Dia, infatti, fissa al biennio 2006-2007 il momento dell’inserimento di Pasqua nella cosca. All’origine della confisca, che arriva dopo un sequestro dell’aprile 2015, la sproporzione tra i beni a lui riconducibili e i redditi dichiarati.


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