Almaviva, incontri separati al Mise Braccio di ferro azienda-sindacati

Si complica il tavolo specifico al Mise per scongiurare i licenziamenti di 2988 operatori del call center Almaviva. Durante il confronto in corso a Roma, al tavolo del ministero, secondo fonti sindacali, il viceministro Teresa Bellanova, preso atto della difficoltà di individuare una soluzione condivisa tra azienda e parti sociali, ha deciso di proseguire gli incontri separatamente, in ristretta: prima con i vertici della compagnia e poi con le parti sociali, per trovare dei punti in comune sui quali ragionare vista la rigidità delle posizioni delle due parti.

Lunedì scorso, nel corso dell’ultimo tavolo al ministero,a fronte della richiesta del Governo di congelare i licenziamenti in attesa di una riforma del settore – stop alla delocalizzazioni, applicazione dell’articolo 24 bis e inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le regole -, il colosso dei call center avrebbe prospettato l’ipotesi di sospendere le procedure di licenziamento collettivo a Palermo, Roma e Napoli, subordinandole, però, alla rinegoziazione di un accordo prevedendo fino a novembre contratti di solidarietà al 50 per cento nei siti a rischio esuberi (Palermo, Roma e Napoli, dove sono stati annunciati rispettivamente 1670, 918 e 400 esuberi).

Proposta già bocciata lunedì scorso dai sindacati durante la riunione con i vertici aziendali nella sede romana di Unindustria, ribadendo anche oggi la loro contrarietà perché «ragionare per singoli centri finirebbe per cristallizzare gli esuberi che diventerebbero strutturali con l’ipotesi di licenziamenti probabilmente già a novembre». Il presidente e l’a.d. di Almaviva, Marco Tripi e Andrea Antonelli, anche oggi avrebbero ribadito il momento di crisi vissuto dall’azienda con perdite elevatissime – 1.5 milioni al mese – e tariffe di mercato non più sostenibili per il costo del lavoro.

Un braccio di ferro che ha spinto Bellanova a proseguire il confronto separatamente, nel tentativo di individuare una soluzione che metta in sicurezza i posti, confermando la volontà di proseguire nella riforma del settore. Presenti all’incontro, tra gli altri, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, l’assessore alle attività produttive regionale, Mariella Lo Bello, e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.


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