Corso dei Martiri, ci risiamo. Dopo oltre settant’anni di attese, progetti, accordi e rinvii, Catania riprova a immaginare un futuro per la grande ferita lasciata nel cuore della città dallo sventramento di San Berillo. La nuova proposta per l’area privata di corso Martiri della Libertà è stata illustrata in Consiglio comunale dall’architetto Mario Casamonti, incaricato […]
Risanamento San Berillo, dopo oltre 70 anni di attesa presentato un nuovo progetto
Corso dei Martiri, ci risiamo. Dopo oltre settant’anni di attese, progetti, accordi e rinvii, Catania riprova a immaginare un futuro per la grande ferita lasciata nel cuore della città dallo sventramento di San Berillo. La nuova proposta per l’area privata di corso Martiri della Libertà è stata illustrata in Consiglio comunale dall’architetto Mario Casamonti, incaricato da ISTICA San Berillo, davanti a consiglieri, tecnici e rappresentanti delle forze sociali. Il progetto, però, non è ancora quello esecutivo. Prima ci sarà la Conferenza dei servizi, mentre la proprietà dovrà ancora completare un percorso autorizzativo e amministrativo. E proprio la storia dell’area rende particolarmente significativo il riferimento ai tempi: quella che doveva essere una trasformazione urbanistica decisiva per Catania è rimasta per decenni un enorme spazio incompiuto nel cuore della città.
Lo sventramento e la ferita ancora aperta
La storia comincia negli anni Cinquanta, quando il vecchio quartiere di San Berillo viene in gran parte demolito per lasciare spazio a un nuovo asse viario e a una trasformazione radicale dell’area. Case e attività vengono abbattute e migliaia di persone vengono costrette a lasciare il quartiere. Il grande progetto di trasformazione, tuttavia, non viene completato come immaginato. Al posto del tessuto urbano cancellato rimane per decenni una vasta area vuota, separata dal resto del centro cittadino e diventata uno dei simboli delle occasioni mancate della Catania del dopoguerra.
Sono passati decenni e la riqualificazione dell’area ha continuato a procedere tra ipotesi progettuali e passaggi amministrativi. Gli accordi del 2012, richiamati durante la presentazione, sono stati successivamente rinnovati nel 2022. Oggi il nuovo progetto prova nuovamente a trasformare quell’enorme vuoto urbano. Al momento, come in passato, restano i rendering grafici e le simulazioni video realizzate con l’intelligenza artificiale.
Meno centri commerciali, più verde e funzioni urbane
Il sindaco Enrico Trantino, intervenuto alla seduta insieme all’assessore all’Urbanistica Luca Sangiorgio, ha sottolineato che si tratta di un’iniziativa privata nella quale il Comune intende comunque svolgere un ruolo attivo. Una delle richieste dell’amministrazione è stata quella di ridurre significativamente le volumetrie commerciali, evitando secondo il sindaco di aggiungere nuovi grandi spazi di vendita in una città che «già oggi occupa il secondo posto in Europa per densità di centri commerciali».
Al loro posto il progetto punta su strutture alberghiere a quattro e cinque stelle, parcheggi sotterranei e un centro congressuale capace di accogliere fino a circa 3mila persone, con una sala principale da 1.500 posti. Centrale sarà anche il verde pubblico, soprattutto nell’area di piazza della Repubblica. L’idea dell’architetto Casamonti è quella del «rammendo urbano», recuperando i tracciati della città storica e ricostruendo gli isolati secondo una logica di continuità con il tessuto esistente. Residenze, negozi di vicinato, strutture ricettive, spazi per il lavoro e servizi dovrebbero svilupparsi attorno a un grande sistema di spazi pubblici e aree verdi.
Corso Martiri come un grande asse pedonale
Uno degli interventi più rilevanti riguarda corso Martiri della Libertà, destinato a diventare un grande asse pedonale continuo. Il traffico verrebbe spostato sulla viabilità perimetrale attraverso un sistema ad anello e un nuovo rondò. L’area dovrebbe inoltre essere collegata più efficacemente con stazione ferroviaria, metropolitana, Ferrovia Circumetnea e trasporto pubblico locale, diventando una sorta di nuova porta tra il centro storico, la stazione e il mare.
Il progettista ha evidenziato anche la necessità di riportare residenti in una zona oggi sostanzialmente disabitata, nonostante la presenza di importanti infrastrutture di trasporto. L’obiettivo è quindi trasformare uno spazio rimasto per decenni ai margini della vita cittadina in un quartiere vissuto durante l’intera giornata. Resta però il tema dei tempi. Casamonti ha auspicato che «dopo tanti anni» il percorso possa finalmente procedere rapidamente. Il programma prevede tre unità minime di intervento, ciascuna con una durata stimata di tre anni, che potranno però essere avviate anche contemporaneamente.