La guardia di Finanza ha eseguito 15 arresti nell’ambito dell’operazione antidroga denominata Abisso, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania. I provvedimenti sono stati eseguiti nelle province di Catania, Siracusa, Cosenza, Reggio Calabria, Lecce, Prato e anche a Malta, dove è stato attivato un mandato di arresto europeo. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, […]
Foto di Guardia di finanza
Traffico di droga tra Catania, Siracusa e Malta: 15 arresti nell’operazione Abisso
La guardia di Finanza ha eseguito 15 arresti nell’ambito dell’operazione antidroga denominata Abisso, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania. I provvedimenti sono stati eseguiti nelle province di Catania, Siracusa, Cosenza, Reggio Calabria, Lecce, Prato e anche a Malta, dove è stato attivato un mandato di arresto europeo. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, minacce e detenzione abusiva di armi da fuoco, con le aggravanti della transnazionalità e dell’agevolazione mafiosa.
I legami con i clan Cappello-Bonaccorsi e Santa Panagia
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe operato favorendo gli interessi del clan Cappello-Bonaccorsi di Catania e rifornendo di droga il gruppo Borgata del clan Santa Panagia di Siracusa. Le indagini, condotte dal nucleo di polizia Economico-finanziaria e dal Gico di Catania attraverso intercettazioni, videosorveglianza e servizi di osservazione, avrebbero documentato un’organizzazione capace di utilizzare anche il carcere come canale per impartire direttive e coordinare le attività illecite.
Sequestri e il mistero delle due tonnellate di cocaina
Nel corso dell’inchiesta Abisso sono stati sequestrati circa 25 chilogrammi di droga tra cocaina, hashish e marijuana, con l’arresto in flagranza di quattro persone. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito il tentativo del gruppo di recuperare in mare, al largo delle coste catanesi, un carico di circa 2.000 chilogrammi di cocaina, destinato alla Calabria su richiesta di soggetti legati alle aree di Locri e Siderno. Il carico, però, era già stato individuato e sequestrato dalla Finanza. Contestualmente agli arresti è stato eseguito anche un sequestro preventivo di beni per un valore stimato di circa 700mila euro, mentre per altri 13 indagati la Dda ha chiesto misure cautelari che saranno valutate dal gip.