Nei primi due mesi del 2026, in Italia sono stati denunciati 91.912 infortuni sul lavoro, il 2,6% in più rispetto all’anno precedente. Gli infortuni mortali appaiono, però, in calo del 26,1%, dai 138 del 2025 ai 102 di quest’anno. Le malattie professionali segnano infine un’impennata del 14,2%. Questa la fotografia scattata dall’Associazione nazionale fra lavoratori […]
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Anmil, 91mila infortuni sul lavoro denunciati nei primi due mesi del 2026
Nei primi due mesi del 2026, in Italia sono stati denunciati 91.912 infortuni sul lavoro, il 2,6% in più rispetto all’anno precedente. Gli infortuni mortali appaiono, però, in calo del 26,1%, dai 138 del 2025 ai 102 di quest’anno. Le malattie professionali segnano infine un’impennata del 14,2%. Questa la fotografia scattata dall’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), sulla base dei dati Inail, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Lo studio mette a confronto il periodo gennaio-febbraio 2025 con il medesimo lasso temporale del 2026. Per quanto riguarda gli infortuni totali, la crescita più consistente si osserva in Valle d’Aosta (+16,8%) e nel Lazio (+12,4%), mentre il calo interessa soprattutto il Friuli Venezia Giulia (-7,8%) e il Trentino (-7,1%). Gli incidenti mortali sono diminuiti in quasi tutte le Regioni, a eccezione di Campania, Marche, Molise e Sicilia. In quest’ultima sono addirittura raddoppiati, passando dai 5 dell’anno scorso ai 10 del 2026.
Le malattie professionali denunciate sono cresciute specialmente in Valle d’Aosta (+44,4%), Molise (+43,5%) e Sicilia (+32%). A margine dei numeri, in una nota Anmil denuncia un sonno ideologico che circonda il mondo del lavoro e richiama ai «rischi psicosociali derivanti da situazioni di instabilità e difficoltà nell’ambito della propria professione». L’appello è quindi di «raccogliere forze e coscienze di cittadini, Enti del Terzo Settore e mezzi d’informazione per rimettere il lavoro, strumento di dignità e affermazione di tutti, sul podio dei diritti».