È arrivata oggi la ricostruzione degli avvocati che difendono il 17enne di origini egiziane accusato dell’omicidio di Gabriele Vaccaro. Il 25enne operaio originario di Favara, nell’Agrigentino, ucciso a Pavia (in Lombardia). Una nuova versione dei fatti Si terrà giovedì mattina alle 9.30, all’istituto penale Cesare Beccaria di Milano, l’interrogatorio di garanzia del minorenne. Il ragazzo è […]
Omicidio Vaccaro, i difensori: «Il minore ha sferrato il colpo dopo un’aggressione»
È arrivata oggi la ricostruzione degli avvocati che difendono il 17enne di origini egiziane accusato dell’omicidio di Gabriele Vaccaro. Il 25enne operaio originario di Favara, nell’Agrigentino, ucciso a Pavia (in Lombardia).
Una nuova versione dei fatti
Si terrà giovedì mattina alle 9.30, all’istituto penale Cesare Beccaria di Milano, l’interrogatorio di garanzia del minorenne. Il ragazzo è in stato di fermo con l’accusa di avere sferrato un fendente, all’altezza del collo, che ha provocato la morte del 25enne. Gli avvocati Barbara Ricotti e Filippo Beolchini, difensori del minorenne accusato dell’omicidio di Vaccaro, hanno fornito una versione dei fatti diversa rispetto a quella presentata finora.
Le parole degli avvocati che difendono il minorenne accusato dell’omicidio Vaccaro
«Prima di tutto vogliamo smentire il fatto che il nostro assistito non abbia collaborato con la polizia durante l’interrogatorio – hanno dichiarato Ricotti e Beolchini -. Ha risposto alle domande che gli sono state rivolte e ha spiegato che ha sferrato il colpo dopo essere stato aggredito, insieme ai quattro ragazzi che erano con lui, dagli altri tre giovani». La colluttazione, secondo quando hanno detto gli avvocati, sarebbe nata dal rifiuto di Vaccaro e dei due suoi amici di dare una fetta di pizza, appena acquistata, ai cinque ragazzi.
I soccorsi chiamati in ritardo
I legali non hanno voluto fornire dettagli particolari sull’arma: «Non è ancora stata trovata, e comunque riteniamo altamente probabile che si tratti di un coltello». Per gli avvocati un punto fondamentale riguarda la ritardata richiesta di soccorsi. Quando Vaccaro è stato trasportato al Policlinico San Matteo, era in corso l’emorragia che lo ha portato alla morte nonostante un intervento chirurgico d’urgenza. «Perché non è stato chiamato subito il 118? Quanto ha inciso sulla morte di questo povero ragazzo il ritardo con cui è stato lanciato l’allarme? A fornirci le risposte potrà essere solo l’esito dell’autopsia, che ad oggi non è stata ancora fissata».
«Il nostro assistito è stato vittima di violenze»
I due avvocati che assistono il minorenne accusato dell’omicidio Vaccaro hanno anche ricordato che, in passato, il loro assistito è stato a sua volta vittima di violenze. «Quando aveva 13 anni è stato aggredito e ferito da una baby gang in centro a Pavia. Un episodio – dicono i legali difensori – che gli ha procurato ansie e paure, facendogli perdere un anno di scuola. Nel novembre scorso è stato accoltellato al Crosione (un quartiere periferico di Pavia, ndr), finendo in ospedale. La sua famiglia – concludono Ricotti e Beolchini – ha sempre cercato di aiutarlo, iscrivendolo a una scuola privata».