Pulvirenti si dimette ma conserva il controllo Giocatori senza stipendio da quattro mesi

Nel quartier generale del Catania, a Torre del Grifo, le stanze del potere sono vuote. L’operazione I treni del gol ha raso al suolo lo stato maggiore della società. Il presidente Antonino Pulvirenti e l’amministratore delegato Pablo Cosentino sono agli arresti domiciliari, accusati dalla Procura di Catania del reato di frode sportiva e truffa. In questa situazione di emergenza, a mandare avanti la società dovrebbe essere il dirigente rimasto estraneo all’inchiesta. Secondo l’organigramma si tratta del vice presidente Angelo Vitaliti. Che è anche uno dei quattro membri del consiglio di amministrazione. 

A Vitaliti non sono però mai stati affidati compiti di gestione, né di organizzazione. Ha frequentato poco la sede del club e raramente ha vissuto in presa diretta la sua vita quotidiana. Si vedeva solo in occasione dei consigli di amministrazione. Alcuni tra i dipendenti lo conoscono appena, e pochi lo hanno visto in giro. Dopo il terremoto di martedì comunque, sarebbe stato proprio lui ad attivarsi per portare a termine le operazioni più importanti per garantire la sopravvivenza del club. In questo momento sono la riorganizzazione del Cda e il pagamento degli stipendi dei giocatori. 

L’avvocato Giovanni Grasso, legale di Pulvirenti, ha già detto che il suo assistito «prenderà decisioni in merito al suo ruolo all’interno del Catania». Si parla di dimissioni, che saranno presto ufficiali. Se abbandonerà solo il trono di Torre del Grifo, Pulvirenti resterà comunque il socio delle due società che controllano il Catania. Vale a dire la Meridi (di cui fa parte anche Vitaliti, ndr) e la Finaria (di cui detiene la maggioranza). Chiarito questo passaggio servirà nominare un nuovo presidente e, con ogni probabilità, anche un nuovo amministratore delegato. Nessuna replica o commento da Cosentino. Ma anche l’ex agente Fifa chiederà che il suo nome scompaia dalla carte della società. 

La carica di amministratore delegato potrebbe anche decadere naturalmente il prossimo 30 giugno. Perciò, se non fosse già stata rinnovata o modificata la composizione dello stesso, tutti i membri del Cda decadrebbero, anche Vitaliti, senza alcun bisogno di dimettersi. Il consiglio di amministrazione dovrà altrimenti riunirsi nuovamente per decidere sulle dimissioni di presidente e amministratore delegato. Ed è certo che saranno accettate. Per nominare in fretta i sostituti, nella stessa seduta dovranno entrare nel Cda almeno due nuovi consiglieri. Solo nella riunione successiva questi potranno essere eletti nuovo presidente e nuovo amministratore delegato

I nomi dei possibili successori sono diversi. C’è il figlio del presidente Pulvirenti, Santi. Attuale liquidatore della società Segea (che si occupava della gestione di Torre del Grifo, ndr). Un altro è Stefano Rantuccio, ex dirigente della Wind Jet oggi messo a dirigere il polifunzionale di Torre del Grifo. Carmelo Milazzo, responsabile del comparto finanziario del club, che ha ricoperto in passato il ruolo di amministratore delegato. Diego Caniggia, uomo di fiducia di Cosentino, ora direttore dell’area sportiva. Una possibilità è pure Vitaliti, che a differenza dei precedenti potrebbe essere incaricato alla prima seduta poiché già membro del Cda. 

Sul fronte iscrizione, i calciatori sono in arretrato di quattro mesi. Dopo avere letto e sentito dello scandalo scoppiato martedì temono di non percepire più i compensi. Senza le loro liberatorie, che testimoniano l’avvenuto pagamento degli stipendi, la società non potrà completare l’iscrizione al prossimo campionato di serie B. La scadenza per presentare i documenti è fissata per fine mese. La conseguenza potrebbero essere dei punti di penalizzazione. Per lo scandalo scommesse la giustizia sportiva potrebbe successivamente retrocedere la squadra in Lega Pro. Un altro problema da affrontare, ma in questo momento ce ne sono di più urgenti. 


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