In un mondo in continua trasformazione, anche la formazione diventa una necessità costante. E strategica, per rimanere competitivi sul mercato. Non solo come singoli lavoratori, ma anche per le imprese, soprattutto piccole e medie. Che spesso, però, non sanno di avere già a disposizione uno strumento concreto, senza incidere sui propri bilanci. Si tratta dei […]
Fondi interprofessionali: come la formazione trasforma un costo aziendale in opportunità
In un mondo in continua trasformazione, anche la formazione diventa una necessità costante. E strategica, per rimanere competitivi sul mercato. Non solo come singoli lavoratori, ma anche per le imprese, soprattutto piccole e medie. Che spesso, però, non sanno di avere già a disposizione uno strumento concreto, senza incidere sui propri bilanci. Si tratta dei fondi interprofessionali: strumenti che trasformano alcuni costi aziendali in investimenti. Ecco una guida che inaugura la nostra rubrica dedicata alla Formazione e al mondo del lavoro, con i consigli dell’Associazione Atlantic, ente accreditato per corsi di formazione e aggiornamento professionale.
Una risorsa già nelle mani delle imprese
I fondi interprofessionali nascono con l’obiettivo di finanziare la formazione continua dei lavoratori, attraverso risorse che le aziende già versano all’Inps (lo 0,30 per cento del monte salari). Scegliere di aderire a un fondo, quindi, significa trasformare un costo obbligatorio in un investimento strategico. Tra i principali strumenti per le imprese troviamo Forte – Fondo Formazione Terziario e Fondimpresa: due realtà consolidate, che consentono alle aziende di progettare percorsi formativi su misura. Rispondendo ai fabbisogni reali del mercato e dell’organizzazione interna, in tutti i settori. Perché la formazione finanziata non riguarda solo l’aggiornamento tecnico. Ma anche le competenze trasversali: digitalizzazione, gestione aziendale, marketing e sicurezza sul lavoro. Tutti ambiti oggi decisivi per la crescita e la tenuta competitiva.
Perché investire in formazione
Formare i dipendenti significa aumentare produttività, qualità del lavoro e capacità di innovazione. Ma non solo: le aziende che investono in formazione registrano spesso una maggiore fidelizzazione del personale, una riduzione del turnover e una migliore capacità di adattamento ai cambiamenti. In altre parole, la formazione non è un costo, ma un moltiplicatore di valore. Accessibile a costo zero o quasi, proprio con i fondi interprofessionali.
Un esempio concreto: l’avviso di Forte
Un caso particolarmente interessante è rappresentato dall’avviso 2/2025 promosso da Forte – Fondo Formazione Terziario, dedicato alle politiche attive del lavoro. Oltre la formazione tradizionale, l’avviso finanzia percorsi collegati all’inserimento o al reinserimento lavorativo. Con l’obiettivo di favorire l’occupazione e lo sviluppo delle competenze in linea con i fabbisogni reali delle imprese. Nel concreto, le aziende sono sostenute nel formare i nuovi assunti e riqualificare il personale già presente per renderlo impiegabile in nuovi ruoli. Contribuendo attivamente alla creazione di occupazione sul territorio. Tramite un avviso che punta a fare incontrare in modo concreto domanda e offerta: da un lato, le aziende formano risorse secondo le proprie esigenze; dall’altro si favorisce l’accesso al lavoro per chi è in cerca di nuove opportunità.
Un’occasione ancora poco sfruttata
Nonostante i vantaggi evidenti, molte aziende non utilizzano ancora i fondi interprofessionali o lo fanno solo parzialmente. Spesso per mancanza di informazione o per la complessità percepita nella gestione dei piani formativi. A cui prestare la necessaria attenzione, ma che può non diventare un reale ostacolo se ci si affida a enti, consulenti e associazioni del territorio. Con personale specializzato nell’accompagnare le imprese in tutte le fasi: dalla progettazione all’accesso agli strumenti formativi.