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Quando il cinema indipendente promuove il territorio: «L’infiltrato non è solo un thriller siciliano»
S’intitola L’infiltrato e non è solo un thriller siciliano. È l’ultima opera del regista originario di Erice, in provincia di Trapani, Fabio Vario. Il prodotto di un cinema indipendente che racconta un territorio difficile: il Trapanese, sempre più spesso scenario naturale di produzioni cinematografiche e fiction. Location alle quali guardano con attenzione anche le grandi major nazionali e internazionali, già da qualche anno. Dalle serie tv italiane di successo come Makari alle grandi produzioni americane, come l’ultimo film di Christoper Nolan sull’Odissea, girato l’anno scorso alle isole Egadi. E che, oltre alle bellezze naturali e fuori dagli stereotipi storici, può raccontare tanto del nostro tempo.
Le produzioni che promuovono il Trapanese
Una promozione, quella cinematografica, che si rivela utile al territorio, in un rapporto certificato dai numeri di gradimento. Ma, accanto alle grandi produzioni nazionali e internazionali, esistono anche altre realtà indipendenti. Che utilizzano il territorio del Trapanese per offrire spunti artistici non meno interessanti in chiave cinematografica, riuscendo nell’impresa di realizzare un prodotto di qualità. Tra questi, sta il lungometraggio L’infiltrato dell’attore e produttore, ericino di nascita, Fabio Vario, che nei giorni scorsi ha presentato il suo lavoro al pubblico di Marsala in anteprima.
Un thriller siciliano che racconta la resistenza
«Un thriller, ma anche un racconto di coraggio, resistenza e speranza», spiega il regista de L’infiltrato. «Attraverso la storia di Gabriele – racconta Vario a MeridioNews – ho voluto fotografare uno spaccato di una realtà complessa. Quella dei nostri giorni, in cui soprattutto i più giovani devono fare i conti con la pressione di sistemi corrotti che, in un modo o nell’altro, cercano di coinvolgerli nel loro malaffare. Con L’infiltrato – aggiunge – volevo mostrare non solo il lato oscuro di queste dinamiche, ma anche il
coraggio e la determinazione di chi decide di opporsi, resistere e lottare per la giustizia. Anche
quando – conclude Vario – tutto sembra remare contro».
L’infiltrato nel Trapanese

Girato in vari luoghi della provincia trapanese – tra Bonagia, Custonaci, Buseto Palizzolo e Valderice – il lungometraggio arriva dopo il debutto di Vario dietro alla cinepresa nel 2023. Con il corto L’amore può ucciderti, tn ritratto delle sottili sfumature che una relazione umana può avere. Adesso, nuova opera e nuovo ambizioso progetto: un thriller, ambientato in una Sicilia segnata da dinamiche criminali ben radicate e difficili da scardinare. Della pellicola, Vario è anche sceneggiatore e autore, oltre che location manager. Protagonista principale è Gabriele interpretato dall’attore Joseph Gandolfo. Un agente sotto copertura incaricato di infiltrarsi in una rete criminale locale. Tra colpi di scena, intrighi e situazioni pericolose.
Lungo il suo percorso, il personaggio incontra Maria, titolare di un’osteria costretta a pagare il pizzo. Donna forte e determinata che diventa inaspettata alleata, quando scopre la vera identità dell’agente. E poi c’è Antonio, un uomo che finisce per schierarsi contro il clan. Mentre Gabriele lotta per portare alla luce la verità e smantellare l’impero criminale che grava sul territorio. Quando il boss inizia a sospettare di lui, il protagonista viene messo alla prova con un compito impossibile: uccidere un presunto traditore per dimostrare la sua lealtà. Ma la soluzione arriva scatenando il caos.
Il film, prodotto dalla Great Film Production e con un cast quasi tutto siciliano, mette in luce questioni
sociali ancora attuali. Dal traffico internazionale di droga e lo spaccio che coinvolge anche i giovanissimi, fino al racket delle estorsioni. Dopo Marsala e Trapani, la pellicola sarà in proiezione anche in altre sale siciliane.