Continua il braccio di ferro per la gestione della spiaggia di Mondello, a Palermo: dopo la revoca della concessione da parte della Regione siciliana, la società Italo belga annuncia oggi il ricorso al Tar. Con cui chiede la sospensione del provvedimento, per i «rilevanti danni economici e reputazionali che ne derivano – spiegano i legali […]
Mondello, la società Italo belga presenta ricorso contro la revoca della concessione
Continua il braccio di ferro per la gestione della spiaggia di Mondello, a Palermo: dopo la revoca della concessione da parte della Regione siciliana, la società Italo belga annuncia oggi il ricorso al Tar. Con cui chiede la sospensione del provvedimento, per i «rilevanti danni economici e reputazionali che ne derivano – spiegano i legali della società -. A partire dalle ricadute sui lavoratori e sull’organizzazione aziendale». Il tutto mentre Regione, cittadini e anche studiosi stanno tentando di immaginare un nuovo modello di gestione del noto litorale.
Le origini della vicenda
Dopo anni di gestione di gran parte della spiaggia del borgo marinaro palermitano, i rapporti con la società si fanno tesi dopo una segnalazione del deputato Ismaele La Vardera. Poi approfondita dalla commissione regionale antimafia, che ha chiesto di porre fine alla concessione per la società per serie di irregolarità. A partire dal subappalto di diversi servizi, senza alcun avviso alla Regione, affidati alla società G.M. Edil. «Riconducibile a un suo dipendente legato da vincoli familiari con un soggetto condannato per mafia», scriveva la commissione Antimafia nella sua relazione. Oltre alla presenza, nella stessa Mondello Immobiliare Italo Belga S.A., di 7 lavoratori legati da vincoli di stretta parentela con Salvatore Genova, condannato a 18 anni per associazione mafiosa.
La risposta dei legali della Italo belga
«Gli uffici dell’assessorato hanno agito senza alcun timore e con la schiena dritta», aveva commentato il procedimento di revoca l’assessora al Territorio e Ambiente della Regione siciliana, Giusi Savarino. Ma le motivazione dell’amministrazione regionale sarebbero, secondo i legali della società Italo belga, «non aderenti alla realtà dei fatti e sproporzionate, e saranno puntualmente contestate nelle sedi competenti». Passaggio che gli avvocati sottolineano, ricordando come la storia si sia finora consumata tra politica e mezzi di informazione, non permettendo alla società di difendersi sulla base di atti e documenti. Almeno prima di adesso, con il ricorso annunciato dalla Italo belga, che punta a scrivere una nuova puntata per Mondello.