Riapre il ponte tra Bagheria e Aspra: sopra nuovo, sotto fatiscente. Cittadini in allarme

Un‘apertura attesa da anni si è rivelata un boomerang per le istituzioni locali, accusate di aver agito in fretta e furia, senza valutare adeguatamente i rischi per la cittadinanza. Il pomo della discordia è il ponte che collega Bagheria ad Aspra, attraversando il fiume Eleuterio, chiuso da otto anni a causa del suo deterioramento.

L’intervento di messa in sicurezza è stato finanziato dalla Città Metropolitana con 2 milioni e 680mila euro. A dare la notizia della riapertura al traffico veicolare è stato il Comune di Bagheria, che ha annunciato con entusiasmo la revoca della chiusura totale del ponte il 30 aprile. Non altrettanto positiva è stata la reazione dei cittadini del comprensorio, perché se il livello superiore del ponte è stato ripristinato, lo stesso non si può dire delle fondamenta, ancora oggetto di lavori.

Le proteste dei cittadini

«Hanno riaperto il ponte Aspra-Ficarazzi, ma nessun politico ha avuto il coraggio di farsi una foto sotto il ponte, perché lì sotto è totalmente fatiscente – lamenta su Facebook una cittadina bagherese -. Qualsiasi lavoro parte dalle fondamenta, ma in Sicilia non si va oltre il manto stradale. Mi duole che questa meravigliosa terra non riesca a cambiare».

Secondo l’ordinanza della Città Metropolitana di Palermo, la zona resta comunque area di cantiere. Le attività proseguiranno sia nella parte sottostante il viadotto sia su quella superiore, con eventuali parzializzazioni temporanee gestite in autonomia dall’impresa esecutrice. «Di fatto, allora, dovrebbe restare chiuso fino alla fine dei lavori, non è sicuro riaprire in queste condizioni», ribattono ancora i cittadini.

La posizione delle istituzioni

«Nessuno ha messo nero su bianco che le lavorazioni sarebbero terminate il primo maggio. Si è sempre detto, anche nell’ordinanza del 17 dicembre, che sarebbe stata riaperta la circolazione. Si tratta di due cose diverse – precisa a MeridioNews Paolo Martorana, consigliere della Città Metropolitana di Palermo -. Tra l’altro, inizialmente si era pensato a una riapertura con senso alternato, poi si è resa possibile l’apertura in entrambi i sensi di marcia, una soluzione migliorativa».

Nell’ordinanza citata dal consigliere sono previste alcune limitazioni per la riapertura. Oltre alla iniziale carreggiata unica, infatti, è stabilito il divieto di transito per i veicoli con peso superiore alle 3,5 tonnellate. È inoltre previsto un limite di velocità di 30 chilometri orari e l’installazione di dossi rallentatori. Restano in vigore anche il divieto di transito pedonale e il divieto di sorpasso.

«Grazie all’avanzamento dei lavori, che hanno visto il completamento degli strati bitumati e l’installazione delle barriere di sicurezza, il ponte riapre in entrambi i sensi di marcia – ha dichiarato il Comune di Bagheria -. Non sarà pertanto necessario istituire un senso unico alternato, evitando l’installazione di semafori e i conseguenti disagi legati ad attese e code, garantendo così un flusso veicolare più fluido». Tuttavia, alcune criticità sono già state segnalate, perché sul ponte sono stati visti transitare pedoni e si sono verificati anche sorpassi (Video), segno della mancanza di controlli efficaci.

Le ragioni della riapertura e i ritardi dei lavori

«Mi sono speso per la riapertura di questo ponte perché, in qualità di assessore alle Attività produttive, sono stato contattato dagli operatori commerciali della zona, ormai stremati dalla chiusura – commenta l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo a Meridionews -. Sotto il ponte si continua a lavorare, ma stiamo facendo tutto secondo legge. Credo che sia stata una scelta molto positiva e non comprendo le critiche». La data di ultimazione dei lavori non è ancora certa, perché secondo il cronoprogramma iniziale, il cantiere avrebbe dovuto chiudersi il 3 giugno 2026.

«L’appalto era previsto per 14 mesi, ma ci sono stati diversi intoppi che hanno causato ritardi – conclude Martorana –. In primis, il provvedimento del presidente della Regione che ha impedito di lavorare nelle giornate più calde, con conseguente stop legato al clima. Un secondo rallentamento si è verificato quando la frazione di Aspra ha avuto bisogno di un potenziamento della rete idrica nei mesi estivi. Amap infatti ha dovuto installare una tubazione sul manto stradale, impedendo alcune lavorazioni».


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