Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a flagellare il Medio Oriente, la Sicilia si trova sempre più al centro dell’attività strategica internazionale. Da un lato c’è infatti l’esercitazione navale Dynamic Manta 26, organizzata dalla NATO nel mar Mediterraneo. Operazione che da fine febbraio vede l’impegno di unità militari italiane e alleate in una […]
Foto di Standing NATO Maritime Group 2
In Sicilia esercitazioni Nato con droni navali: vigilanza a Sigonella, Mous e tensioni globali
Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a flagellare il Medio Oriente, la Sicilia si trova sempre più al centro dell’attività strategica internazionale. Da un lato c’è infatti l’esercitazione navale Dynamic Manta 26, organizzata dalla NATO nel mar Mediterraneo. Operazione che da fine febbraio vede l’impegno di unità militari italiane e alleate in una complessa simulazione di guerra sottomarina. Dall’altro, la base di Sigonella mantiene alta la vigilanza interna con misure di sicurezza rafforzate e richiami al personale per restare attenti a eventuali segnali di rischio. Dalla base, intanto, si registra in questi giorni un intenso traffico di aerei cargo militari americani.
C’è poi il centro di comunicazione Mous a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Sul coinvolgimento di questa infrastruttura nella guerra in Iran e sulla situazione della base di Sigonella hanno chiesto chiarimenti al ministro della Difesa Guido Crosetto i capigruppo M5s nelle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri, Arnaldo Lomuti.
Dynamic Manta 26: esercitazioni NATO antisommergibile
L’operazione Dynamic Manta 26, iniziata il 23 febbraio e in corso fino al 6 marzo, è la principale delle esercitazioni NATO in ambito marittimo ed è finalizzata ad affinare le capacità contro le minacce sottomarine nel Mediterraneo. All’operazione partecipano dieci Paesi alleati, con navi da guerra, sommergibili, elicotteri e pattugliatori marittimi – tra cui assetti della Marina Militare italiana partiti dal porto di Catania – impegnati in scenari che simulano contesti di crisi reale. Oltre all’Italia gli altri Stati coinvolti sono Canada, Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.
L’esercitazione è progettata per aumentare l’interoperabilità e l’efficacia operativa delle forze NATO in un’area marittima strategica. Tutto avviene sotto la supervisione della Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2). La presenza di unità avanzate italiane, come la fregata e altri mezzi navali, sottolinea il ruolo determinante della Sicilia come hub operativo per le attività di difesa collettiva nel Mediterraneo. L’esercitazione di quest’anno prevede l’impiego di un veicolo di superficie senza equipaggio (USV, Uncrewed Surface Vehicles, ndr). Si tratta di piccole imbarcazioni senza equipaggio – dei veri e propri droni navali – che possono svolgere ruoli chiave come sorveglianza, ricognizione, guerra antisommergibile, bonifica mine e sicurezza portuale. Grazie a sensori avanzati, sistemi di comunicazione e intelligenza artificiale, migliorano la consapevolezza situazionale e supportano decisioni tattiche senza esporre equipaggi a rischio.
Sigonella, vigilanza e allerta nel contesto di guerra con l’Iran
Nel frattempo, la base aerea di Sigonella, tra Catania e Lentini, resta al centro delle dinamiche di sicurezza internazionale. Dopo un recente attacco statunitense all’Iran, le autorità militari hanno diramato messaggi interni al personale per mantenere alta la vigilanza, pur senza un innalzamento formale del livello di allerta. I messaggi ribadiscono l’importanza di segnalare qualsiasi attività sospetta e di adottare un basso profilo nelle aree comunitarie della base, riflettendo la cautela imposta da un contesto internazionale sempre più incerto.