Un concorso dell’Asp di Catania bandito nel 2020, quasi celebrato cinque anni dopo, ma sospeso il pomeriggio prima della prova scritta. È quanto accaduto ai candidati del bando dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania per la copertura di 40 posti a tempo indeterminato da collaboratore amministrativo. La prova avrebbe dovuto svolgersi ieri, venerdì 5 dicembre, al […]
Asp Catania, concorso sospeso il pomeriggio prima della prova: dal «rischio fuga di notizie» al nuovo protocollo
Un concorso dell’Asp di Catania bandito nel 2020, quasi celebrato cinque anni dopo, ma sospeso il pomeriggio prima della prova scritta. È quanto accaduto ai candidati del bando dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania per la copertura di 40 posti a tempo indeterminato da collaboratore amministrativo. La prova avrebbe dovuto svolgersi ieri, venerdì 5 dicembre, al Cefpas di Caltanissetta. Un appuntamento atteso e imperdibile: tanto che, per essere puntuali all’esame, molti partecipanti avevano già raggiunto e soggiornavano nel capoluogo nisseno.
Poi, la doccia fredda: la sera prima dell’inizio, ai candidati è arrivata una comunicazione via posta elettronica certificata con l’annuncio del rinvio a data da destinarsi. «Io ho ricevuto la Pec poco dopo le 16 – racconta un candidato a MeridioNews –. Altre persone, forse in base al cognome, l’hanno ricevuta intorno alle 19, praticamente a ridosso della prova». Nella missiva si fa un generico riferimento «ad atti dispositivi e regolamenti aziendali approvati in itinere e notificati alla commissione in data odierna».
Il concorso discusso all’Ars e il monito di un deputato
Uno slittamento che ha creato non poco allarme. Anche perché preceduto, due giorni prima, dall’intervento all’Ars del deputato regionale Tiziano Spada (Pd). Parlando in generale dei concorsi nella sanità, Spada aveva denunciato come questi «spesso vengano modificati in corso d’opera per favorire qualcuno». Citando, poi, il bando dell’Asp di Catania, Spada faceva riferimento a una comunicazione arrivata ai candidati solo a fine novembre sulle modalità si svolgimento della prova. Lo scritto avrebbe previsto un tema «il cui argomento verrà scelto tra le materie previste dal bando», come indicato nella nota firmata dal presidente della commissione d’esame, Antonio Davide Pizzardi.
I dubbi sulla gestione della tracce due giorni prima del concorso

E qualcosa, in effetti, è cambiato. Almeno stando a una delibera dell’Asp del 3 dicembre, dedicata proprio alla gestione delle tracce concorsuali. Due giorni prima della prova, l’azienda decide infatti di adottare un nuovo protocollo standard per tutte le sue selezioni. Motivo: l’elaborazione delle tracce costituirebbe un momento di esposizione al «rischio di fuga di informazioni e interferenze indebite», si legge nel documento. Qualcuno, insomma, potrebbe entrare in possesso delle domande prima dell’esame, avvantaggiandosi sugli altri candidati. Per questo l’azienda ritiene necessario introdurre un sistema «in grado di neutralizzare il rischio prima della sua formazione, mediante generazione delle tracce immediatamente prima della seduta concorsuale». Tramite l’introduzione – «per la prima volta», si spiega – di due metodi Just-In-Time (Jit) pienamente «tracciabili e verificabili».
Dalla commissione isolata all’uso dell’intelligenza artificiale
Le procedure indicate nella delibera dell’Asp sono due: Human Jit e IA Jit. La prima, «immediatamente applicabile», prevede la generazione delle tracce da parte della commissione, in una sala protetta, il giorno stesso della prova, con successiva estrazione delle buste da parte dei candidati. La seconda, invece, affida a un sistema di intelligenza artificiale la generazione delle tracce. Lasciando poi alla commissione il compito di revisionarle e sottoporle al sorteggio. Questa procedura richiede, però, specifici accorgimenti tecnici: computer senza porte Usb, accesso unico alla piattaforma, videoregistrazione integrale delle operazioni e così via.
La delibera stabilisce che la nuova procedura entri in vigore subito, mentre quella basata sull’IA dovrà partire solo dopo una verifica tecnica e un controllo di sicurezza della postazione dedicata. Ma per il concorso sospeso per 40 posti amministrativi, al momento, dall’Asp di Catania non è ancora arrivata una nuova data. Il bando aveva già subito un rallentamento a causa del Covid, con successiva riapertura dei termini a dicembre 2024. Un passaggio che aveva portato alla presentazione di circa 5mila domande. Un numero elevato che necessitava di una scrematura a 800 posti, con una preselezione con test a risposta multipla. A cui però, alla fine, si sono presentati solo poco più di 600 candidati: praticamente tutti ammessi alla prova scritta ancora da celebrarsi.