Lo scontrino antiviolenza, il progetto che parte da Ragusa: «Un gesto semplice ma concreto»

«Un’azione semplice, ma determinante». È così che la coordinatrice regionale della rete Zero molestie del Sinalp, Natascia Pisana, presenta il progetto dello scontrino antiviolenza. Un’iniziativa che prevede che in ogni ricevuta di acquisto di qualsiasi attività commerciale ci sia il 1522. Il numero nazionale – gratuito e attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette – per le chiamate di aiuto e supporto alle donne vittime di violenza e stalking. «In Sicilia, Ragusa segna un primato importante – annuncia Pisana a MeridioNews – È la prima provincia dell’Isola in cui hanno già aderito tutti i dodici comuni». E il progetto è già in itinere in altri 200 comuni siciliani.

Lo scontrino antiviolenza con il 1522

«Un gesto piccolo capace di diventare un aiuto concreto». Partendo da quest’ottica è nato il progetto dello scontrino antiviolenza. Dai panifici ai supermercati, dalle farmacie alle macellerie, dai parrucchieri alle estetiste. Ma anche negozi di giocattoli, attività per gli animali, empori e esercizi commerciali di ogni tipo. Perfino le grandi aziende hanno aderito al progetto dello scontrino antiviolenza e metteranno il numero 1522 nelle loro fatture. Un testo breve che va dritto al punto quello sul tagliando che ogni giorno chiunque si ritrova tra le mani. Finora, iniziative del genere sull’Isola erano rimaste solo episodiche.

Come nel caso di un panificio catanese che, in collaborazione con il centro antiviolenza Thamaia, lo aveva realizzato nell’ambito di iniziative per la Giornata nazionale contro la violenza sulle donne. «È sempre più fondamentale fornire un sostegno pratico alle donne che sono vittime di violenza di genere in qualunque ambiente». Ne è convinta la coordinatrice della rete regionale Zero molestie della Confederazione sindacale nazionale autonoma dei lavoratori e dei pensionati (Sinalp). Non solo un messaggio di sensibilizzazione, ma anche una reale azione di servizio. «Con lo scontrino antiviolenza, chiunque avrà in mano il contatto giusto a cui rivolgersi in caso di necessità», aggiunge Pisana al nostro giornale.

Il progetto in Sicilia

Si parte da Ragusa, ma il progetto è già diventato concreto in diversi comuni sparsi nell’Isola. Ed è già in cantiere in altri territori, con il percorso in itinere in circa duecento amministrazioni comunali di diverse province siciliane. «Di recente, abbiamo già coinvolto alcuni comuni nel Siracusano, otto nel Palermitano e altri nove in provincia di Catania», dice Pisana che collabora con vari centri antiviolenza. Affinché il progetto dello scontrino antiviolenza sia effettivo servono pochi passaggi che partono da una delibera della giunta comunale. «Ci stiamo già confrontando – anticipa la coordinatrice regionale della rete Zero molestie – per valutare la possibilità di estendere il modello ibleo. E stiamo lavorando – conclude – per renderlo replicarlo su scala regionale e, perché no, anche nazionale».


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