Foto di Comune di Ragalna

Lo Schifani-bis e le tensioni nel centrodestra: a Ragalna si è lavorato con l’arma della mediazione

I rapporti con Matteo Salvini? «È il miglior ministro delle Infrastrutture che la Sicilia abbia mai avuto». Le polemiche interne a Forza Italia? «Fuochi estivi. Io sto lavorando benissimo con gli alleati. Io confido che tutto si appiani. Sono convinto che è giusto confrontarsi in un congresso e non sui giornali». Parola del presidente della Regione Renato Schifani. Il governatore è stato uno dei protagonisti di EtnaForum 2025, l’evento che per qualche giorno ha trasformato l’assetata Ragalna nel cuore pulsante della politica regionale e nazionale grazie alla nutrita presenza degli esponenti di Fratelli d’Italia. Praticamente in casa – Paternò si trova a 10 chilometri – hanno giocato il presidente del Senato Ignazio La Russa affiancato da quello del parlamento siciliano Gaetano Galvagno. Con loro lo stato maggiore del partito di governo, con i ministri Daniela Santanché, Adolfo Urso e Nello Musumeci oltre al parlamentare europeo Ruggero Razza e quello alla Camera Francesco Ciancitto, il presidente della commissione Bilancio alla Camera Marco Osnato e il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi.

Uno dei momenti più attesi è stata l’intervista a Schifani, per l’occasione introdotta da Romano La Russa, fratello del presidente del Senato e assessore alla Regione Lombardia. Il governatore – 75 primavere – ha messo in campo tutta la sua esperienza per disinnescare una serie di ordigni politici a marca centrodestra che potrebbero mettere a rischio una candidatura bis a Palazzo d’Orleans nel 2027. Uno dei punti salienti è quello del confronto interno a Forza Italia. Tema diventato rovente dopo le parole del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. Il politico e giornalista, originario di Caltanissetta, ha puntato il dito contro Schifani spiegando come gli azzurri non abbiano in Sicilia «neppure una sede, non esiste una segreteria regionale», lamenta. Mulè denuncia anche la mancanza di dialogo e di confronto interno, indicandoli come nodi centrali da risolvere. Nel 2022 era stato Silvio Berlusconi ad individuare Mulè come possibile candidato governatore salvo poi scoprire che i termini per spostare la residenza nell’Isola erano già scaduti. Tra due anni lo scenario potrebbe riproporsi senza eventuale svista burocratica?

«Il passaggio da partito del leader a partito della base con regole congressuali comporta un confronto, che si discuta durante questo percorso di passaggio è fisiologico. Mi auguro – ha sottolineato Schifani – che non si apra la porta alle polemiche esterne ma che ci si confronti all’interno. Mi auguro che questi fuochi estivi si spengano. Io sto lavorando benissimo con gli alleati. Io confido che tutto si appiani. Sono convinto che è giusto confrontarsi in un congresso e non sui giornali». Sul punto ha preferito l’arma della moderazione proprio La Russa: «Siamo ancora lontani dalle candidature. Chiaro che ogni presidente della Regione si augura di potere completare il lavoro, ma non tocca a me fare indicazioni di nessun genere. Sia per quanto riguarda i sindaci che i presidenti di regione c’è la necessità di programmare per dieci anni». 

Moderazione che lo stesso Schifani ha sfoderato per commentare il rapporto con gli alleati della Lega dopo la nomina da parte di Salvini dell’ex eurodeputata Annalisa Tardino alla guida dell’autorità portuale della Sicilia occidentale. Incarico contestato dalla Regione con tanto di ricorso al Tribunale amministrativo regionale, con la prima udienza che si terrà il 9 settembre. Situazione che nei giorni scorsi ha fatto scendere il gelo tra il presidente della Regione e il ministro alla Infrastrutture. «Quando ad aprile Salvini mi manifestò le sue ipotesi sulle nomine ebbi a dire che stimavo Tardino e l’avrei presa in considerazione in caso di rimpasto, ma per quel settore occorreva una figura tecnica» ha detto Schifani durante EtnaForum2025. «Stimo Tardino, che reputo un ottimo avvocato e le mando un grande abbraccio», ha concluso. Nessun passo indietro insomma nonostante sembri evidente il tentativo di riavvicinamento, come dimostrano le parole di Salvo Geraci, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana. «Le polemiche estive sono già il passato, sovente la bella stagione è scarna di notizie e si fa di tutto per rappresentare una situazione che di fatto non è quella reale. Le recenti parole del presidente della Regione Renato Schifani hanno chiarito che non c’è alcuno scontro con Salvini e con la Lega. Siamo già concentrati per ripartire con l’attività legislativa e con la manovra quater, e abbiamo davanti un mosaico di interventi che verranno finanziati con uno stanziamento di quasi 100 milioni di euro».


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