Vittoria, fermato un uomo accusato di avere ucciso Angelo Ventura: era stato vittima di tentato omicidio

È stato fermato e portato in carcere un uomo accusato di avere ammazzato Angelo Ventura, il 39enne morto a Vittoria (nel Ragusano) per le ferite riportate nell’agguato a colpi di arma da fuoco. Si tratta di Francesco Lo Monaco, detto Cannata: un pregiudicato di 42 anni, che era sottoposto a sorveglianza speciale. Nel corso delle, coordinate dalla procura di Ragusa ed eseguite dai poliziotti del commissariato di Vittoria e dalla squadra mobile di Ragusa, è stato ritrovato il fucile calibro 12 con canne e calcio mozzati che è stato utilizzato per l’omicidio.

Lo Monaco è stato portato in commissariato e interrogato a lungo davanti al suo avvocato difensore Matteo Anzalone. Al termine dell’interrogatorio, la sostituta procuratrice Monica Monego ha emesso il provvedimento di fermo e l’uomo è stato portato nel carcere a Ragusa. Al momento, il provvedimento riguarda i reati di porto e detenzione di arma clandestina. Lo Monaco, però, sarebbe anche gravemente indiziato di essere il responsabile del delitto e dovrà comparire davanti al giudice per le indagini preliminari per la convalida del provvedimento e per l’eventuale ulteriore ipotesi accusatoria di omicidio. Per altro, proprio Lo Monaco nel 2021 era stato vittima a sua volta di un tentativo di omicidio: colpi di pistola esplosi da un’auto in corsa lo avevano colpito alla parte superiore del corpo.

Secondo quanto è stato ricostruito finora nel corso delle indagini, Ventura era stato portato al Pronto soccorso dell’ospedale Guzzardi di Vittoria all’interno del bagagliaio di un’auto di grossa cilindrata. Due persone, dopo averlo lasciato lì poco prima di mezzanotte, sarebbero andate via. Il 38enne era stato ferito all’interno della coscia destra con un colpo che avrebbe distrutto l’arteria femorale. Sottoposto a intervento di chirurgia vascolare, l’uomo è deceduto poi in mattinata. La vittima è omonima del cugino Angelo Ventura, il figlio di Giambattista Ventura – detto Titta e ritenuto il capo della Stidda di Vittoria – che era a bordo dell’auto che, nel 2019, travolse e uccise i cuginetti Alessio e Simone D’Antonio.


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