Il geniale ”profumo” di Suskind

“Il profumo” , di Patrick Süskind, si presenta a coloro che sono disposti a riconoscere la grandiosità di uno dei fenomeni letterari più esaltanti degli ultimi decenni, come un’opera di assoluta genialità.

 Genialità che investe tutto il romanzo: il protagonista Grenouille, un giovane dotato di un olfatto finissimo, decisamente fuori dal comune, con cui riesce a percepire e classificare anche la più piccola nota di odore; la trama, che racconta le sue spregevoli peripezie, per impossessarsi dell’essenza perfetta; la sottile introspezione psicologica che l’autore fa dello stesso Grenouille; i più specifici termini usati per descrivere i luoghi e i personaggi, presentati tutti da una prospettiva dominata dall’olfatto…

 

Veramente singolare l’inizio del racconto, in cui il lettore riesce a percepire, quasi annusandoli, gli odori, o meglio i puzzi, che inondavano Parigi nel 1700, dove “non v’era attività umana, sia costruttiva sia distruttiva, o manifestazione di vita in ascesa o in declino, che non fosse accompagnata dal puzzo”. In questa città, nasce, a quell’epoca, Jean-Baptiste Grenouille, “un uomo tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure […],oggi caduto in oblio […] perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori”.

 

Da qui, e per tutta la narrazione, il lettore vivrà, insieme all’abietto Grenouille, nel suo mondo fatto di odori e lo accompagnerà prima nel suo viaggio in Provenza, poi in completo isolamento sul massiccio dell’ Auvergne, lontano da qualsiasi profumo, mentre scopre che lui – giusto lui, il “re degli odori”! – non ha un odore proprio (evidente qui la sua completa estraneità rispetto al mondo, alla realtà materiale, a cui non appartiene e che anzi disprezza, fino a volerla sottomettere).

Ancora, il lettore lo vedrà con disgusto formulare e raggiungere, attraverso efferati omicidi di giovani fanciulle, il suo proposito di creare l’essenza perfetta, con cui saprà arrivare al cuore degli uomini, assoggettandoli completamente: “colui che dominava gli odori dominava il cuore degli uomini”.

 

Forse non si potrà fare a meno di disprezzare Grenouille  e la sua vanità , e quasi di gioire quando giungerà alla tragedia finale, comunque consapevoli che rimarrà nel cuore di coloro che leggono la sua storia più profondamente di tanti eroi .

 

Ma è nel finale che la genialità di Süskind esplode. Finale che racchiude il coronamento del sogno di Grenouille – riuscirà ad essere adorato e addirittura furiosamente bramato da tutti– e, nello stesso tempo, la sua fine: sarà dilaniato proprio dal tanto narcisisticamente agognato amore degli uomini.

 

Questo romanzo si è rivelato un capolavoro così esclusivo che quando Sűskind si è deciso a cederne i diritti per permetterne un adattamento cinematografico, nel 2001, molti registi di successo hanno abbandonato l’impresa di farlo diventare un film: Martin Scorsese, Ridley Scott, Tim Burton e addirittura Stanley Kubrick, che lo definì “ infilmabile”, cogliendone l’assoluta unicità. Infine, però, il film è stato realizzato dal tedesco Tom Tykwer e nel prossimo ottobre sarà nelle nostre sale. Con l’augurio che, dopo aver gustato un’ opera letteraria così entusiasmante, potremo apprezzarne una trasposizione cinematografica che, se non altrettanto intensa, almeno non svilisca il suo suggestivo soggetto originale.


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