Governo-Pdl/ “Piacere, Rosario Crocetta”. “Il piacere è tutto nostro, visto che l’abbiamo votato e siamo in Giunta anche se ammucciati”

DOPO AVER ‘CORNIFICATO’ PER UN ANNO, SOTTOBANCO, IL PARTITO DELLE LIBERTA’ SICILIANO, FIRRARELLO E CASTIGLIONE, CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI ANGELINO ALFANO, SI ACCINGONO A DARE VITA ALLA ‘FUITINA’ CON L’ATTUALE GOVERNO REGIONALE. GRAZIE AL SOSTEGNO DEI ‘TRADITORI’ DI BERLUSCONI IL GOVERNATORE, LUMIA E CONFINDUSTRIA SICILIA PROVERANNO A EVITARE IL CONFRONTO CON IL PD

La fiducia al Governo Letta ha ridato fiato al Governo regionale di Rosario Crocetta e ai suoi alleati: il senatore del Megafono, Giuseppe Lumia, e Confindustria Sicilia. Se a Roma si va avanti, insomma, si va avanti anche in Sicilia. Anche lasciando a casa il PD se dovesse insistere nella richiesta di una nuova Giunta regionale.

Se, qualche giorno fa la possibile crisi di Governo a Roma aveva creato qualche problema a Crocetta, adesso lo scenario è cambiato di nuovo. Con la mossa di Angelino Alfano, che si è defilato dal Pdl, il governatore è ancora più forte. Perché Alfano, alla fine, fa parte dell’area del Pdl che ha appoggiato lo stesso Crocetta alle elezioni regionali della scorsa estate e che è dentro il suo Governo con un assessore.

La storia è nota: il senatore Pino Firrarello e suo genero Giuseppe Castiglione, che fino ad oggi hanno fatto il doppio gioco, barcamenandosi tra Pdl e Crocetta, ormai, con la mossa di Alfano, hanno scoperto le carte in tavola: con molta probabilità, già da tempo, lavorano a una riedizione della vecchia Dc con i vari cascami della Prima Repubblica: con l’Udc di Casini e D’Alia, con Comunione e Liberazione e, forse, con il Partito dei Siciliani-Mpa di Raffaele Lombardo e con altre ‘frattaglie’ del mondo post democristiano sparse qua e là.

A questi si appoggia per ora Crocetta, non certo per convinzione ideologica, ma perché sono comunque una ‘sponda’. Forze politiche che, a Roma e a Palermo, potrebbero dargli una mano. Scongiurando l’unica cosa che Crocetta, Lumia e Confindustria Sicilia vogliono evitare: il confronto con il PD siciliano e la costituzione di una Giunta nella quale almeno quattro assessori potrebbero non rispondere più a Crocetta e Lumia in buona parte e a D’Alia e Firrarello in parte secondaria (ma non certo ininfluente).

Non è un caso, insomma, se, ieri, Crocetta ha incontrato il capogruppo Nino D’Asero. Si tratta di un parlamentare vicinissimo a Firrarello e a Castiglione, cioè ai due che, da tempo, ‘cornificano’ il Pdl concedendo i proprio ‘favori’ (politici, s’intende) al Governo regionale.

Resta da capire quali saranno le prossime mosse del PD. Il Partito, finora, ha tenuto una linea dura che ha pagato. Ma, adesso, come già accennato, Crocetta potrebbe trovare una nuova ‘sponda romana’ proprio tra i ‘traditori’ di Berlusconi, con in testa Alfano.

Senza l’appoggio romano – per questioni finanziarie – la Sicilia non si può governare. La forza d’urto del PD su Crocetta si fonda su questo. Ma se il Governo regionale trova a Roma una ‘sponda’ alternativa al PD – ed è quello che potrebbe succedere con il ‘tradimento’ di Alfano e dei suoi – il potere di condizionamento del PD siciliano si ridurrà.

In ogni caso, governare la Sicilia, anche con il ‘soccorso’ degli alfaniani (non di tutto il Pdl siciliano, ma solo della corrente dei ‘traditori’ vicini al ministro degli Interni), più il sostegno dell’Udc e di altri ‘mercenari’ oggi presenti in abbondanza all’Ars non renderà la vita facile al Governo Crocetta. Perché Governare contro il PD e contro il Movimento 5 Stelle non sarà facile. Anzi.

Tra l’altro, i vari comitati di affari che stanno dietro il Governo Crocetta – dall’acqua ai rifiuti, fino alle energie alternative – debbono ancora risolvere il ‘problema’ dell’assessore Nicolò Marino, che non ne vuole sapere di piegarsi ai voleri di Confindustria Sicilia e dei ‘Signori delle discariche’. Per non parlare di quel signore che gira per i Comuni a proporre affari molto ‘energetici’…

Insomma, l’assessore marino, per Crocetta, Lumia e Confindustria Sicilia è, politicamente parlando, una ‘mina’ vagante: tanto più che ha promesso di fare luce sulla storia dei quattro termovalorizzatori di Paternò dove di politici a ‘caso’ – Firrarello e Castiglione – forse dovrebbero sapere qualcosa.

 


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