Ciclone Cga sulle nomine del Governo: la replica di Palazzo d’Orléans e le nostre precisazioni

Dopo l’articolo pubblicato stamattina dal nostro giornale, la presidenza della Regione siciliana ha diramato il seguente comunicato stampa: “Con parere del 16 ottobre scorso, il Consiglio di giustizia amministrativa, interpellato dal governo regionale su taluni aspetti applicativi della c.d. legge ‘blocca nomine’ (43/2012), conferma il corretto operato tenuto dalla giunta regionale in attuazione della normativa. Il parere, infatti, tra l’altro, chiarisce inequivocabilmente che, a decorrere dal 4 agosto, data di entrata in vigore della legge 43/2012, è obbligatoria la nomina di commissari straordinari in luogo degli organi di amministrazione scaduti, legittimando, con ciò, l’attività posta in essere dalla giunta regionale”.

Il tema, è noto, riguarda un parere espresso, dal Cga, che due giorni fa ha dichiarato nulle tutte le nomine effettuate dal Governo regionale dopo il 4 agosto scorso, ovvero dopo l’entrata in vigore della cosiddetta legge regionale ‘blocca nomine’.

Facciamo notare che noi abbiamo scritto che sono nulle tutte le nomine effettuate dal Governo presieduto da Raffaele Lombardo e non solo le nomine dei commissari straordinari. Come mai il comunicato del Governo regionale fa riferimento solo alle nomine dei commissari straordinari e non a tutte le altre nomine?

Anche sui commissario straordinari, poi, noi non abbiamo scritto che non andavano nominati i commissari straordinari “in luogo degli organi amministrativi scaduti”: noi abbiamo scritto che sono nulle le nomine dei commissario straordinari. A ben vedere, si tratta di due cose molto differenti.

Insomma: noi non abbiamo scritto che il Governo non avrebbe dovuto prorogare l’incarico ai commissari straordinari nominati prima del 4 agosto: al contrario – e lo ribadiamo – abbiamo scritto che non andavano effettuate le nomine di nuovi commissari straordinari. Basta leggere il parere del Cga, c’è poco da aggiungere. 

Chiarito questo punto, non possiamo non interrogarci su quello che potrebbe succedere con il parere espresso dai giudici del Cga. Per quello che noi sappiamo – ma noi, ovviamente, non siamo bravi come i giuristi di Palazzo d’Orléans, la sede della presidenza della Regione – il parere del Consiglio di giustizia amministrativa deve essere applicato dall’amministrazione. Ciò significa che le nomine illegittime debbono essere revocate a tamburo battente.

Per quello che noi sappiamo, l’errore commesso dal Governo nell’effettuare eventuali nomine illegittime non coinvolge i nominati. Questi ultimi, infatti, non hanno responsabilità alcuna. Sono stati ‘disturbati’, hanno firmato un contratto triennale e, adesso, subiranno la rescissione dei contratti.

Questi signori – cioè i nominati – per quel poco che capiamo noi, potrebbero obiettare che loro, di questa storia dell’illegittimità, non sapevano nulla. E, secondo noi, potrebbero chiedere all’amministrazione regionale il pagamento del periodo restante, fino al raggiungimento del terzo anno. In pratica, per tre anni sono stati nominati e per tre anni debbono essere pagati!

Immaginate un po’ – ma non è questo il caso, ovviamente – se il Governo regionale avesse nominato centinaia e centinaia di soggetti dopo il 4 agosto. Ognuno di questi soggetti, in teoria, potrebbe richiedere – magari mettendoci in mezzo gli avvocati – il pagamento dei tre anni dell’incarico.

In presenza di centinaia di nomine, per la Regione si tratterebbe dell’esborso di una somma enorme. Chi dovrebbe pagare? Dovrebbe intervenire la Corte dei Conti avviando un’azione di responsabilità verso qualcuno? Eventualmente a carico di chi?

Lo ripetiamo: non è questo il caso. Conoscendo il presidente della Regione Lombardo e la sua proverbiale correttezza e refrattarietà verso ogni forma di clientelismo, siamo certi che le nomine successive al 4 agosto saranno state pochissime e tutte rigorose…

g.a.

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Dopo l’articolo pubblicato stamattina dal nostro giornale, la presidenza della regione siciliana ha diramato il seguente comunicato stampa: “con parere del 16 ottobre scorso, il consiglio di giustizia amministrativa, interpellato dal governo regionale su taluni aspetti applicativi della c. D. Legge ‘blocca nomine’ (43/2012), conferma il corretto operato tenuto dalla giunta regionale in attuazione della normativa. Il parere, infatti, tra l'altro, chiarisce inequivocabilmente che, a decorrere dal 4 agosto, data di entrata in vigore della legge 43/2012, è obbligatoria la nomina di commissari straordinari in luogo degli organi di amministrazione scaduti, legittimando, con ciò, l'attività posta in essere dalla giunta regionale”.

Dopo l’articolo pubblicato stamattina dal nostro giornale, la presidenza della regione siciliana ha diramato il seguente comunicato stampa: “con parere del 16 ottobre scorso, il consiglio di giustizia amministrativa, interpellato dal governo regionale su taluni aspetti applicativi della c. D. Legge ‘blocca nomine’ (43/2012), conferma il corretto operato tenuto dalla giunta regionale in attuazione della normativa. Il parere, infatti, tra l'altro, chiarisce inequivocabilmente che, a decorrere dal 4 agosto, data di entrata in vigore della legge 43/2012, è obbligatoria la nomina di commissari straordinari in luogo degli organi di amministrazione scaduti, legittimando, con ciò, l'attività posta in essere dalla giunta regionale”.

Dopo l’articolo pubblicato stamattina dal nostro giornale, la presidenza della regione siciliana ha diramato il seguente comunicato stampa: “con parere del 16 ottobre scorso, il consiglio di giustizia amministrativa, interpellato dal governo regionale su taluni aspetti applicativi della c. D. Legge ‘blocca nomine’ (43/2012), conferma il corretto operato tenuto dalla giunta regionale in attuazione della normativa. Il parere, infatti, tra l'altro, chiarisce inequivocabilmente che, a decorrere dal 4 agosto, data di entrata in vigore della legge 43/2012, è obbligatoria la nomina di commissari straordinari in luogo degli organi di amministrazione scaduti, legittimando, con ciò, l'attività posta in essere dalla giunta regionale”.

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