Palermo, le contraddizioni del Pd

La botta è arrivata dritta sulla testa del Pd. Stamattina Gianpiero D’Alia, senatore dell’Udc e coordinatore regionale del partito di Casini, nel corso di un incontro con la stampa convocato per denunciare il rischio dissesto finanziario per la Sicilia (di cui vi abbiamo raccontato in questo articolo) rispondendo ad una domanda dell’addetto stampa di Antonello Cracolici circa le amministrative di Palermo ha detto: “Il Pd deve uscire dalle ambiguità: ha deciso di aprire le primarie solo a chi si impegna a non fare accordi con il Terzo Polo, per coerenza dovrebbe uscire dalla giunta regionale dove governa con questa coalizione”.
Nel primo pomeriggio arriva questo comunicato che, più o meno indirettamente, risponde alle osservazioni di D’Alia
: ‘La decisione di svolgere le primarie a Palermo e’ un successo: ha vinto la voglia di parlare alla citta’, hanno perso quanti volevano sottrarsi dal confronto e alla partecipazione democratica’ dicono in una nota i parlamentari del Pd, Antonello Cracolici, Beppe Lumia, Daniela Cardinale, Francantonio Genovese, Nino Papania, Costantino Garraffa, Benedetto Adragna.

Resta un nodo da sciogliere – aggiungono – dal momento che il documento sottoscritto al tavolo delle primarie apparirebbe in contraddizione con le decisioni prese, e piu’ volte confermate, dagli organismi dirigenti del Pd. Urge, pertanto, l’immediata convocazione della Direzione regionale per fare chiarezza su questo punto’.

 


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