Malamuri, il film di tre giovani milazzesi arriva in Canada
«Se avessimo aspettato finanziamenti, non saremmo partiti»

Simona Arena

Costume e società – Proiettato nella loro città, a Palermo, Catania e Messina ma anche oltreoceano per la settimana italiana, la pellicola prodotta dai 25enne Federico Maio e Carmelo Farini, e dal 20enne Carmelo Cambria è la dimostrazione che «non bisogna raccontare scuse, ma coltivare i desideri». I tre lavorano già alla prossima uscita

Solo un anno fa il loro film proiettato al cinema Liga e al Trifiletti di Milazzo aveva fatto registrare il sold out in tutti gli orari di programmazione. Dodici mesi dopo Malamuri è stato in programmazione nelle sale dell’Uci Cinema di Messina, Catania, e Palermo. Ed è anche approdato in Canada in occasione della settimana italiana. «Non invidio a Dio il paradiso, perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia», una frase di Federico II di Svevia che i venticinquenni Federico Maio e Carmelo Farini, insieme a Carmelo Cambria, 28 anni, fondatori dello studio Ventitreesimastrada Film, hanno riportato nel loro film. Alla pellicola ha partecipato la compagnia teatrale Le nuove Immagini

«Malamuri è nato dalla voglia di spingere i ragazzi siciliani a credere nelle loro potenzialità, metterle in atto, ma senza fuggire dalla Sicilia», racconta Di Maio, il regista. Una passione per la produzione dei video che coltiva fin da piccolo e che l'ha spinto a diventare un film maker per poi approdare alla cinematografia. In quest’avventura lo hanno affiancato Farini, che è un fotografo, e Cambria, tecnico del suono e foley artist. «La Sicilia è una terra bellissima che negli anni sembra non aver dato la possibilità ai giovani di rimanerci. Ma questa impossibilità di riuscire non è totalmente reale - spiega - È sicuramente più facile raccontare delle scuse, invece di perseguire i propri desideri». E Maio parla nei panni di chi le maniche se l’è rimboccate e ce l’ha fatta, restando in una terra che sembra non curarsi dell’aspetto artistico e culturale. Protagonista del film è la giovane attrice campana Rossella Verde, che interpreta Carmela, ragazza nella Sicilia degli ani '50 che lavora nella sartoria della madre. È lei che ritroverà il corpo di un magistrato assassinato dalla mafia, e questo la catapulterà al centro di una serie di eventi che la porteranno a conoscere Fausto, giornalista del Corriere della Sera arrivato da Roma per indagare proprio sull’omicidio. Il giovane porterà una ventata di libertà nella chiusura mentale e culturale del piccolo paesino, che colpirà la protagonista, la quale troverà il coraggio di ribellarsi al padre padrone e cercare la sua strada seguendo la sua vera passione.

«Il progetto cinematografico è nato come bozza iniziale nel 2015, ma pensavamo di realizzarla solo nel momento in cui avremmo avuto fondi sufficienti – racconta Maio –. Ci siamo resi conto però che era un ragionamento sbagliato, perché probabilmente i fondi necessari non li avremmo mai avuti, pertanto ci siamo attivati con quello che avevamo a disposizione e, anche grazie all’aiuto di qualche sponsor privato, siamo riusciti a produrre Malamuri». 

Dopo il successo della loro prima opera, stanno già pensando alla seconda pellicola. «Abbiamo scelto già il titolo, Dumilapassi, sarà ambientato nell’Italia della Seconda Guerra Mondiale. Avrà per protagonisti dei prigionieri che scappano per tornare in Sicilia». Primo ciak in primavera. Il filma verrà girato non solo a Milazzo e nella Valle del Mela, ma arriverà fino a Parigi. «Vogliamo promuovere non solo le bellezze del territorio siciliano, ma soprattutto quello che la rappresenta, storie, ricordi, esperienze. Un tuffo nel passato». I protagonisti sono dei soldati siciliani che per tornare a casa dal Nord Italia, affronteranno vari ostacoli che incontreranno lungo il tragitto. «Le scene si alterneranno attraverso un parallelismo tra l’Italia in guerra e la Sicilia libera. Ma adesso basta – conclude Di Maio – vi ho già detto troppo».