What is left?, «un doc per ridere e riflettere» Viaggio nella confusione della politica

Che cosa significa essere di sinistra oggi? Una domanda a cui sembra proprio difficile rispondere alla luce delle alleanze politiche degli ultimi tempi che vedono le fazioni che per definizione dovrebbero essere contrapposte governare insieme. Hanno però cercato di rispondere a questo interrogativo Gustav Hofer e Luca Ragazzi nel loro ultimo lavoro What is left?, ultimo capitolo della trilogia sul racconto dell’Italia odierna formata da Improvvisamente l’inverno scorso e Italy: love it or leave it e che verrà proiettato in anteprima per Catania lunedì 20, alle 20.30 al cinema King. «Ci siamo accorti che è un momento di grande confusione nel definire un partito di sinistra – afferma Gustav Hofer – I grillini, ad esempio, dicono diverse che storicamente appartengono alla sinistra, ma sostengono che non c’è più differenza».

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Con un documentario che è un po’ racconto e un po’ lavoro giornalistico, i due autori parlano con militanti, simpatizzanti e politici per cercare di rispondere all’interrogativo, «tentando anche di andare oltre la cronaca stessa e cercando di ricordare, a chi li ha dimenticati, alcuni dei valori che tutti quelli che si dicono di sinistra dovrebbero sempre ricordare, ma che invece, soprattutto nella classe politica, in molti sembrano aver dimenticati», dichiara Hofer. Il film non vuole essere un attacco. «Il nostro è un documentario che vuole fare ridere, ma anche riflettere. Non è una puntata di Ballarò o Report, ma ridendo e mai in maniera esplicita, mettiamo i puntini sulle i su temi come lavoro, diritti, laicità, economia, istruzione e uguaglianza», specifica Hofer. «E’ importante sottolineare, poi che tutto è montato con una visione soggettiva, la nostra – aggiunge – Noi stessi siamo a disagio perché non ci sentiamo rappresentati, e in un periodo di transizione come quello che stiamo vivendo il nostro compito di documentaristi è quello di raccontare».

What is left? vuole dunque essere un invito a ricordarsi sempre dei valori che si rappresentano e delle idee in cui si crede, quelli di sinistra, «che troppo spesso sono dimenticati dalla classe politica se non nel periodo della campagna elettorale», dice uno dei due autori. Hanno girato l’Italia e visitato le più importanti piazze durante l’ultima tornata elettorale, raccontando dalle primarie del 2012 tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, a piazza San Giovanni a Roma gremita dai militanti del Movimento cinque stelle, fino alla condanna di Silvio Berlusconi per il processo Mediaset, per rendersi conto che «la politica è diventata un tecnicismo molto lontano dalla base dei circoli», sostiene Gustav Hofer. Ciò che secondo i due autori manca di più ai politici di sinistra, a differenza dei militanti della base, è la speranza. «Solo Renzi, adesso, sta provando a mettere questa parola nel dizionario dei politici di sinistra, ma prima bisognerebbe chiedersi se lui lo è davvero di sinistra», dichiara infine Gustav Hofer. E il regista conclude con un augurio al nuovo segretario del Partito democratico: «Non guardare sempre al centro con prudenza, perché a sinistra c’è una larga parte dell’elettorato che aspetta risposte».


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