Garantire gratuitamente insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse da percorsi ordinari di cura. È questo l’obiettivo del progetto Vulnerabili, nato dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico, presentato a Palermo nel 2025. Ad un anno […]
Un anno di Vulnerabili, il progetto che garantisce l’insulina a persone in condizione di fragilità
Garantire gratuitamente insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse da percorsi ordinari di cura. È questo l’obiettivo del progetto Vulnerabili, nato dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico, presentato a Palermo nel 2025. Ad un anno da lancio di questa iniziativa in Sicilia, al Centro Astalli e Centro di Accoglienza Padre Nostro di Palermo, si aggiungono tre nuove realtà: Agrigento, Floridia e Lampedusa. A livello nazionale Vulnerabili passa da 9 a 16 realtà socioassistenziali e coinvolge 10 regioni italiane. «Un anno fa Palermo è stata tra le prime città a credere in questo progetto – afferma l’onorevole Mulè -. Oggi vederlo crescere e raggiungere nuove realtà della Sicilia è motivo di grande soddisfazione. Significa aver trasformato un principio fondamentale, quello dell’accesso alle cure per tutti, in una risposta concreta per persone che troppo spesso rischiano di rimanere invisibili. La Sicilia ha accolto questa iniziativa con convinzione e generosità e sono orgoglioso che proprio dalla mia terra arrivi un segnale così forte di attenzione verso chi vive una condizione di maggiore fragilità».
Terapie indispensabili come l’insulina
«Palermo ha aderito fin dall’inizio a Vulnerabili con grande convinzione. Oggi siamo particolarmente orgogliosi che un’esperienza avviata nella nostra città continui a crescere anche in altri territori della Sicilia – sottolinea il sindaco Lagalla-. È la conferma della capacità del nostro tessuto associativo di intercettare bisogni che non sempre trovano risposta nei percorsi ordinari e di trasformare la solidarietà in interventi concreti. La crescita di questa esperienza testimonia il valore di una comunità che sa riconoscere le fragilità e attivarsi per non lasciare indietro nessuno». Aggiunge Molfetta: «Esiste una fascia di persone particolarmente fragile, che vive in condizioni di povertà economica e sanitaria e, pur avendo bisogno di terapie indispensabili come l’insulina, rischia di rimanerne esclusa. Il progetto nasce proprio per rispondere a questa emergenza. E lo fa mettendo in rete un’impresa e le realtà socioassistenziali che ogni giorno si prendono cura degli ultimi. Questa collaborazione non solo esprime un metodo che ha determinato importanti risultati, ma dimostra come lavorare insieme per costruire il bene comune contribuisca a infondere speranza in tutta la società».