Un evento con finale a sorpresa: l’adesione di Antonio Ingroia a Controcorrente, il movimento civico fondato dal deputato Ismaele La Vardera. La cornice è quella dell’Hotel Kaos di Agrigento, che ha ospitato la due giorni di tesserati e vertici, insieme a Progetto Civico Italia. Un laboratorio politico con l’obiettivo dichiarato di costruire un’alternativa strutturata in […]
La due giorni di Controcorrente ad Agrigento: tra l’adesione di Antonio Ingroia e il no a De Luca
Un evento con finale a sorpresa: l’adesione di Antonio Ingroia a Controcorrente, il movimento civico fondato dal deputato Ismaele La Vardera. La cornice è quella dell’Hotel Kaos di Agrigento, che ha ospitato la due giorni di tesserati e vertici, insieme a Progetto Civico Italia. Un laboratorio politico con l’obiettivo dichiarato di costruire un’alternativa strutturata in vista delle prossime elezioni regionali. Contrapponendosi apertamente all’attuale governo guidato da Renato Schifani.
L’ingresso di Antonio di Ingroia
Nella campagna acquisti di Controcorrente si era già assistito a scippi tra le fila dei deputati del Movimento 5 stelle e a nomi noti dell’Antimafia. Adesso tocca all’ex magistrato Antonio Ingroia, che ha annunciato che manterrà i suoi ruoli di presidente del movimento politico nazionale Azione Civile e della fondazione Spazio Legalità. «Voglio contribuire attivamente a un progetto nel quale riconosco idee e obiettivi – dichiara Ingroia – che considero importanti per il futuro della Sicilia e applicabili anche a livello nazionale». Annunciato anche il radicamento a Catania, con il passaggio del consigliere comunale Damien Bonaccorsi, eletto nelle fila del Pd. E con già pronta, si è spiegato, una base composta da associazioni universitarie, professionisti e attivisti.
Il modello Agrigento come programma
Colpi di scena a parte, al centro del dibattito politico c’è stata l’analisi del cosiddetto modello Agrigento. Ossia l’esperienza amministrativa locale che ha portato Michele Sodano alla guida della città. Assunta dal movimento come paradigma da esportare su scala regionale, per radicare il consenso fuori dai confini dei partiti tradizionali. La kermesse ha registrato il confronto fitto tra le anime civiche e i leader nazionali e regionali del centrosinistra. Chiamati a definire una strategia comune sui grandi temi che affliggono la Sicilia: dalla crisi idrica alla gestione dei rifiuti, passando per la sanità con le lunghe liste d’attesa che continuano a penalizzare i cittadini dell’Isola.
Il confronto-duello con Giorgio Mulè
La due giorni agrigentina ha vissuto momenti di vivace dialettica politica anche attraverso il confronto diretto tra gli schieramenti. Emblematico il botta e risposta tra lo stesso Ismaele La Vardera e il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, esponente di spicco di Forza Italia. Nel corso del dibattito, il leader di Controcorrente ha incalzato l’esponente azzurro, interrogandolo sul suo posizionamento all’interno del partito di governo regionale. Dal canto suo, Mulè ha difeso con fermezza la propria collocazione politica e la permanenza all’interno di Forza Italia. Sottolineando la centralità dei valori e dei principi liberali che animano la sua azione e quella del partito a sostegno dell’attuale maggioranza di governo.
La Vardera apre a Giuseppe Conte
E dal palco è arrivata anche l’apertura esplicita di La Vardera a Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle. Il fondatore di Controcorrente ha dichiarato che, in un’eventuale competizione o scelta all’interno del centrosinistra, sosterrebbe l’ex premier, «senza se e senza ma». Ricevendo, in seguito, un riscontro in videocollegamento dallo stesso Conte, il quale ha gradito l’endorsement, pur rimarcando la priorità del lavoro sui programmi.
Le voci e le dichiarazioni dei leader presenti
Dal fronte del centrosinistra, gli interventi dei massimi esponenti hanno impresso un’accelerazione al dibattito sulle alleanze. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito democratico, ha spinto sul percorso per l’individuazione del candidato e della coalizione, in tempi brevi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche i leader nazionali. Nicola Fratoianni (segretario di Sinistra Italiana e leader di Avs) ha sottolineato l’urgenza di definire preventivamente un gruppo dirigente credibile e di affrontare senza sconti la questione morale. Mentre Angelo Bonelli (da remoto) ha invocato una netta rottura con le logiche del clientelismo. I sindaci metropolitani intervenuti ad Agrigento, come Gaetano Manfredi (Napoli) e Roberto Gualtieri (Roma), hanno offerto il contributo amministrativo delle grandi città governate dal centrosinistra. Dura la presa di posizione del deputato regionale del M5s Nuccio Di Paola, che ha rincarato la dose contro l’operato del governatore Schifani, definendo insostenibile un suo eventuale secondo mandato alla guida della Regione.
Le (non) reazioni del centrodestra
Parallelamente, dai vertici istituzionali e dai partiti di governo in Sicilia sono arrivate valutazioni di segno opposto rispetto alle rivendicazioni della kermesse. Esponenti di primo piano della maggioranza, come Fratelli d’Italia, hanno blindato il bilancio politico dell’amministrazione regionale. Definendo i risultati ottenuti fin qui come la dimostrazione della stabilità e della solidità amministrativa del centrodestra. Contrapponendosi alle critiche sul malgoverno sollevate ad Agrigento dai leader del fronte progressista e civico.
Cateno De Luca, l’assente più presente
Gli stati generali di Controcorrente ad Agrigento sono stati anche il teatro di dichiarazioni esplicite nei confronti di Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord. Figura ingombrante nello scacchiere dell’opposizione siciliana che, dal canto suo, ha già presentato le sue liste nelle principali città dell’Isola per le Regionali 2027. Dal palco della kermesse, i veti verso l’ex sindaco di Taormina sono stati netti. Da Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico Italia, che ammonito sulle tattiche a doppio binario o per fini elettorali nazionali. Ad Alleanza Verdi-Sinistra che, per bocca del co-coordinatore regionale Pierpaolo Montalto, chiude formalmente la porta a possibili convergenze ambigue. La replica di De Luca non si è fatta attendere, bollando le accuse come attacchi personali finalizzati a ottenere visibilità mediatica.
Il cantiere aperto verso le future sfide elettorali
Il dibattito ha evidenziato anche le cautele e le riflessioni sui percorsi di coalizione. Enzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, ha spinto per un’alleanza che superi il perimetro tradizionale tra Partito democratico, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi sinistra. Dal canto suo, Ismaele La Vardera ha ribadito la centralità del movimento civico all’interno dello scacchiere progressista. La due giorni agrigentina si è così chiusa lasciando in eredità un cantiere aperto. A chiusura dei lavori, il leader di Controcorrente ha specificato che il candidato di riferimento per il movimento all’interno di eventuali primarie resta Alessandro Onorato.