Caso Salvini-Apostolico, Carrà: «Nessun carabiniere ha mai ammesso niente. Se lo conosco? È un fraterno amico»

«Il video non è stato dato da chi legittimamente monitora le manifestazioni pubbliche per avere un panorama di informazioni da utilizzare secondo la legge». È il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a smentire la provenienza da forze dell’ordine del video pubblicato dal collega Matteo Salvini e che ritrae la giudice del tribunale di Catania Iolanda Apostolico a una manifestazione pro-migranti al porto di Catania nel 2018. Una smentita che segue di pochi giorni quella della questura etnea, ma che sembra riguardare anche la presunta ammissione di filmati simili da parte di un carabiniere in servizio a Catania. Dettaglio, al vaglio della procura, che ha subito suggerito un collegamento con un fedelissimo di Salvini: Anastasio Carrà, da trent’anni carabiniere e per vent’anni proprio in provincia di Catania, dal 2014 in politica prima come sindaco di Motta Sant’Anastasia e adesso anche come deputato della Lega alla Camera. Carrà, però, racconta un’altra storia che rende il mistero di quelle immagini ancora più fitto. E a cui si aggiungono i dettagli del sindacato dell’Arma.

Pare che il carabiniere al centro dell’indagine in procura sia stato per tanti anni in servizio con lei al comando di piazza Dante, a Catania. Lo conosce?
«Sono stato vicecomandante al nucleo operativo di piazza Dante, è ovvio che lì conosco tutti».

Questo video – che, al momento, non sappiamo se sia lo stesso di quello pubblicato da Salvini – è arrivato anche a lei?
«Ho già detto che io non ho avuto nessun video da nessuno e che quelle immagini a Salvini non le ho fornite io. Ma dico di più e cioè che a me non risulta che ci sia un carabiniere che abbia ammesso di aver fatto un video o di averlo girato a qualcuno, né che abbia consegnato qualcosa ai superiori. Per quel che so, anzi, non c’è neanche un video. Poi posso sbagliarmi ed essere smentito, lo vedremo».

Se non l’ha ammesso lui, può averlo segnalato qualcun altro. Ma perché proprio quel carabiniere?
«Da subito si è fatto un collegamento tra questo video e me, perché sono siciliano, carabiniere da sempre e rappresento Matteo Salvini in Sicilia. Se si volesse associare questa vicenda al mio nome, chi meglio dell’amico più intimo di Carrà? Anzi, molto più che amico, ben oltre il lavoro e la politica. Io, piuttosto, mi porrei altre domande».

Questa era già niente male. Quali altre?
«Io mi chiedo come mai nessuno abbia notato e segnalato, già allora nel 2018, la presenza di una magistrata che inveisce contro le forze dell’ordine. Tutti volete conoscere la provenienza del video, ma perché nessuno si chiede che ci faceva lì una giudice?».


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