Vertenza Telespazio: il Governo siciliano snobba l’hi-tech

OGGI A ROMA INCONTRO DECISIVO PER LE SORTI DEL SITO SICILIANO DELL’AZIENDA CHE SI OCCUPA DI SATELLITI

Potrebbe essere un gioiello. Se solo la Regione siciliana mostrasse un po’ di interesse verso l’industria hi-tech. Così non è. E l’azienda Telespazio, frutto di una joint Venture tra Finmeccanica (67%) e la francese Thales (33%), che si occupa di tecnologie satellitari,  ha comunicato ai dipendenti del sito siciliano di Scanzano, nel territorio di Corleone, in provincia di Palermo, l’apertura delle procedure per la cassa integrazione. I 28 impiegati, tra ingegneri, periti elettronici e amministrativi, saranno rispediti a casa.

Anche perché, come detto, finora la Regione è stata del tutto latitante. Avrebbe potuto, ad esempio, prevedere  un impegno di fondi europei per sviluppare un settore che in tutta Europa è considerato strategico per lo sviluppo futuro, invece ha proprio disertato i tavoli ministeriali.

Oggi è previsto un nuovo incontro a Roma. Sapremo come è andata nel pomeriggio.

Intanto, la Fiom Cgil torna a chiedere al Governo siciliano un intervento immediato: “Telespazio ha presentato un progetto alla Regione per fare della sede dello Scanzano un centro di servizi e per la Protezione civile – dichiara il segretario Fiom di Palermo Francesco Piastra – Degli impegni concreti eviterebbero il ricorso alla cassa integrazione. Eravamo riusciti a gestire la vertenza, pur in presenza di un calo di commesse dovuto al momento congiunturale. Nel momento risolutivo, alla sigla dell’accordo per il rilancio del sito, Crocetta e la Vancheri disertano. La Regione dimostra così di non sapere mantenere i rapporti con i grossi gruppi”.

“L’azienda Telespazio ha più volte dichiarato che il futuro del Centro Spaziale dipendeva dalla  dinamicità della Regione – ha ricordato  Enrico Salice, Rsu di Telespazio – e  invece continua a brillare per  lentezza e cecità nei rapporti con le aziende nazionali importanti che lavorano nel territorio siciliano. Le aziende fuggono dalla Sicilia anche per questo”.

In effetti e purtroppo, il Governo siciliano, non ha mostrato grande impegno nella gestione di vertenze importantissime per l’industria siciliane e la relativa tenuta occupazionale.  Dal rilancio del sito ex Fiat di Termini Imerese, alla Fincantieri di Palermo, il nulla più totale. Una assenza di politica industriale da brivido. L’unico caso per cui si sta sbracciando è l’Eni di Gela. Sta facendo sentire la sua voce per trattenere in Sicilia una industria che inquina e provoca danni alla salute.

A creare alternative, non pensa proprio.

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