Un ricordo di Mario Centorrino tra Regione e Banco di Sicilia

di Carmelo Raffa

L’ultimo ricordo di una grande persona che all’improvviso ci ha lasciati col dolore nel cuore.

Mario Centorrino: “Un atto di onestà politica sarebbe quello di introdurre nello Statuto la sfiducia costruttiva. Forse!”
11 agosto alle ore 19.44

Subito dopo c’eravamo sentiti al telefono per scambiarci qualche idea sul futuro della Sicilia e dei siciliani che purtroppo, col perdurare di questa situazione politica regionale, lascia intravedere nulla di buono.  

Ricordiamo che nel 2000 quando la Banca d’Italia ed i poteri forti decisero che Banca di Roma, in crisi, doveva accaparrarsi il Banco di Sicilia il fronte sindacale unito aprì subito una conflittualità con la Regione siciliana che era in possesso di un congruo capitale azionaria della banca isolana.

L’allora Governatore, che non era uomo di sinistra, aprì subito il dialogo con i sindacati al fine di trovare posizioni comuni a tutela dei dipendenti e della Sicilia.

Un anno dopo l’allora presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, chiese anche ai sindacati di fornire un nominativo di fiducia quale consulente al fine di dare consigli utili da utilizzare nella trattativa con la Banca di Geronzi.

I sindacati unitariamente condivisero la scelta di Mario Centorrino che fu sicuramente utile al fine dei passaggi successivi.

Infatti il Governo sottopose all’Ars una mozione che vincolava Banca di Roma nei rapporti con la Regione e si evitava all’epoca l’incorporazione del Banco di Sicilia attraverso la costituzione della Holding Capitalia spa che lasciava autonomia alle banche che ne facevano parte (Banca di Roma, Banco di Sicilia e successivamente Bipop-Carire).

Purtroppo il sogno di autonomia per il Banco di Sicilia finì con l’arrivo di Unicredit nel 2007.

Caro Mario, pace all’anima Tua. La Sicilia aveva ancora bisogno di Te e lasci a tutti noi dei cari ricordi.

 


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