Ufficio presidenza, la maggioranza ha scelto i nomi Favoriti Assenza e Bulla per i due posti da questore

Una riunione dei partiti di maggioranza si svolgerà all’Ars domani mattina per stabilire la distribuzione delle poltrone dell’ufficio di presidenza: il regolamento dell’Ars prevede due vice presidenti, tre deputati questori e tre segretari, ma il numero di questi ultimi è derogabile in caso non siano rappresentate tutte le forze politiche. 

Il vertice di domani è stato preceduto da un incontro informale ieri in serata dove si è iniziato a discutere sui nomi dei questori. La maggioranza voterà per i suoi due rappresentanti: Giorgio Assenza (#Diventeràbellissima) e Giovanni Bulla (Udc), ma si parla anche di Giusy Savarino (DiventeràBellissima) e Alfio Papale (Forza Italia). Quest’ultimo rappresenterebbe un copione visto che Forza Italia esprime già il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè. Il terzo deputato questore dovrebbe essere espresso dal Pd: un asse tra Movimento 5 stelle e dem, infatti, inaugurato ieri con sette voti dem in favore del candidato pentastellato Giancarlo Cancelleri, ha guidato i giochi per l’elezione del vicepresidente, ora è il momento per i democratici di riscuotere un deputato questore che, con un passo indietro del M5s, sarà espresso dal Pd.

«L’orientamento della maggioranza – dice a Meridionews il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo – è quello di voler garantire una rappresentanza di tutti i partiti nell’ufficio di presidenza. Vogliamo chiedere una modifica del regolamento in tal senso, se non dovesse essere sufficiente il numero dei tre segretari». Nel pomeriggio di domani, alle 16, Miccichè ha convocato la seduta per procedere all’elezione dell’ufficio di presidenza: i deputati questori da eleggere sarebbero i tre già indicati, mentre per il risiko dei segretari potrebbe non occorrere alcuna deroga, perché resterebbero da rappresentare il gruppo Misto, Sicilia Futura e Fratelli d’Italia-Noi con Salvini

L’ufficio di presidenza è un organo fondamentale visto che ad esso competono le principali decisioni in materia di status dei deputati, la deliberazione del bilancio interno dell’assemblea e delle spese di maggiore entità, la nomina del segretario generale, l’attribuzione degli incarichi dirigenziali, i provvedimenti riguardanti il personale e l’assetto organizzativo dell’amministrazione.

Intanto all’Ars non si sono completate le procedure di iscrizione ai gruppi parlamentari, che saranno più chiare mercoledì, termine ultimo per la dichiarazione che ogni deputato deve obbligatoriamente comunicare, di appartenenza ad un gruppo politico. Qualche sorpresa potrebbe esserci nel Pd, dove il veterano Antonello Cracolici, con alle spalle altre quattro legislature da democratico, ha chiesto un «momento di riflessione» sospendendo la sua adesione al gruppo. Ad influenzare la decisione di Cracolici disordini interni al partito e i quattro franchi tiratori che hanno votato in favore di Gianfranco Miccichè per la presidenza

Quanto successo nei giorni scorsi all’Ars, in occasione dell’elezione del presidente dell’Assemblea, resta ancora all’interno degli ambienti dem un fatto politicamente grave. Lo dicono anche il segretario provinciale del Pd di Siracusa Alessio Lo Giudice e cittadino Marco Monterosso. «I quattro deputati regionali del Pd che si sono assunti la responsabilità di votare Gianfranco Miccichè, scostandosi non solo dalla linea ma anche dalla storia del Partito Democratico e delle culture che lo costituiscono, hanno arrecato un danno al progetto politico del Pd in una fase delicata. Con il loro comportamento hanno offeso tutti gli iscritti e militanti del Pd che si impegnano giornalmente per proporre alle nostre comunità un progetto politico ed etico chiaramente alternativo a quello della destra». I due hanno chiesto l’intervento dei vertici nazionali: «Decidano di intervenire contro un comportamento chiaramente contrario ai nostri principi». E hanno auspicato «un progetto politico coerente».


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