Ucraina, oltre la guerra un traffico internazionale di organi umani

FACCIAMO FINTA DI NON SAPERE CHE COSA HA PROVOCATO L’INTRODUZIONE, IN TANTE PARTI DEL MONDO, DELLE ‘PIATTAFORME TRAPIANTOLOGICHE’. L’ARTICOLO CHE VI ACCINGETE A LEGGERE E’ AGGHIAGGIANTE. MA PURTROPPO SONO FATTI VERI

A volte capita di leggere alcune notizie che, dopo un primo momento di sorpresa, inducono a sospettare del fatto che siano vere. A far sorgere il dubbio è, prima di tutto, la mostruosità di quanto scritto. E poi il fatto che, di un caso tanto grave, si è parlato, tutto sommato, poco. Così viene spontaneo pensare che, forse, dopo tutto, poteva trattarsi di una “bufala”. A volte però non è così.

È il caso delle notizie che arrivano dall’Ucraina. Di solito, quando si sente parlare di questo Paese dai media, la mente va subito allo scontro con la Russia o alle elezioni oppure all’influenza che i Paesi occidentali cercano di avere sulle scelte interne.

Invece, il nome “Ucraina” è finito sui giornali già diversi anni fa. Era il 2003 e i carabinieri resero noti i risultati delle loro indagini che avevano portato alla luce un traffico di bambini dall’Ucraina all’Italia. Bambini, anzi spesso neonati, venduti per centinaia di migliaia di euro con il sospetto che alle spalle ci fosse la vendita di organi. Alcune persone finirono dietro le sbarre e non se ne parlò più.

Poi, nel 2005, fu l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) a denunciare fatti analoghi e sempre in Ucraina: casi di sequestri di bambini appena nati, presumibilmente per utilizzarne gli organi per trapianti e come fonte per derivarne cellule staminali.

“Ora sono convinta che realmente ci sono stati furti di bambini”, disse Ruth-Gabi Vermot-Mangold, incaricata di redigere un rapporto per la PACE, dopo avere indagato in una missione in Ucraina.

Se ne parlò di nuovo, nel 2007: scoppiò uno scandalo di cui si occupò addirittura l’Interpol. Anche il Corriere condusse una propria inchiesta e venne in possesso di un documento della Procura generale di Kiev in cui si chiede l’aiuto dei servizi segreti per il proseguimento delle indagini sulla scomparsa di alcuni neonati. Stranamente alcuni testimoni erano morti in circostanze strane (ben sei e tutti nello stesso modo) e il magistrato che stava indagando era stato rimosso dall’incarico proprio quando era sul punto di scoprire la verità.

Pochi anni dopo, fu The Guardian a riaccendere i riflettori sul problema traffico di organi provenienti dall’Ucraina. Il giornale inglese pubblicò un dossier su una fitta rete di trafficanti. Un nuovo scandalo, e ancora i riflettori puntati sull’Ucraina.

Si avanzarono alcune ipotesi e ci fu chi denunciò l’esistenza di un mercato organizzato di organi che coinvolgeva, oltre all’ex Paese sovietico, anche altri Paesi, tra cui Israele. Poi l’interesse dei media scemò e del problema non si parlò più. In un articolo di Bloomberg del 2011, si diceva: “Gli investigatori di cinque Continenti affermano di aver scoperto una rete criminale interconnessa, gestita da israeliani ed europei dell’Est, che porta le persone oltre confine, a volte contro la loro volontà, per vendere un rene”. Quattro chirurghi e altre persone furono arrestate dal Ministero degli Interni ucraino per traffico di organi umani.

Nelle scorse settimane si è tornato a parlare di questo problema in Ucraina. Se ne sono occupati diversi media russi e il titolo dell’articolo che un giornale russo avrebbe dedicato al problema è esemplare: “In Ucraina, gli organi umani non puzzano”.

Nell’articolo si parla di “informazioni scioccanti apparse sui social network, secondo cui la milizia di Slavyansk, durante un’operazione di ricognizione notturna, ha trovato centinaia di cadaveri di soldati della Guardia Nazionale. I soldati avevano lo stomaco aperto, e gli organi interni rimossi. Inoltre, le persone che vivono nei territori travagliati hanno visto ambulanze ben equipaggiate, van corazzati per trasporto valori e altri veicoli speciali vicino ad ospedali dell’esercito ucraino. Alcuni impiegati degli aeroporti internazionali, per esempio a Boryspil, affermano che sono stati noleggiati molti piccoli aeromobili per trasportare frigoriferi speciali, usati per trasportare organi umani”.

Qualcuno penserà che potrebbe trattarsi di un’azione mediatica organizzata dalla Russia e volta a screditare l’Ucraina e la sua immagine internazionale. In realtà, recentemente sono state scoperte diverse fosse comuni all’interno delle quali i cadaveri mostravano tutti gli stessi segni: esecuzione sommaria e asportazione degli organi. E più di recente sarebbe arrivata anche un’altra conferma: Tony Cartalucci, giornalista di “New Eastern Outlook”, sul blog “Land Destroyer”, avrebbe riportato le testimonianze di alcune persone che riferiscono di traffici sospetti, nelle vicinanze di aeroporti internazionali, come quello di Boryspil: piccoli aerei privati, equipaggiati con speciali refrigeratori usati solitamente per il trasporto di organi umani.

Il problema è che quello del traffico d’organi è ormai un affare globale di dimensioni enormi. Nel mondo sarebbero oltre 150.000 i trapianti ogni anno e un 10% di questi avverrebbe con organi comprati.

Le regole per evitare che in alcuni Paesi possa continuare una simile carneficina non sono ancora state scritte. In Europa, solo da poche settimane, il Comitato dei ministri ha approvato la Convenzione per combattere il traffico di organi. Ma il testo dovrà poi essere approvato dagli Stati membri del Consiglio d’Europa, dagli Stati terzi e dall’Unione europea. Per l’entrata in vigore di questa nuova Convenzione ci vorranno mesi. Forse anni.

Intanto, in alcuni Paesi, il mercato degli organi continuerà a crescere florido, nascosto dietro la cortina della guerra interna che spesso rende impossibile trovare non solo i veri colpevoli, ma anche le prove che il reato è stato commesso.

Foto tratta da nicolamariacoppola.blogspot.com

 

 


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