Trovato l’accordo, il centro diurno Alzheimer non chiuderà Le famiglie: «Cambia gestore? Difficoltà per i nostri cari»

Continuerà la sua attività quotidiana il Centro diurno Alzheimer di via Pindemonte, con l’approvazione del Piano di zona 2013/2015 da parte dell’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro. Le risorse sono messe a disposizione dal comune di Palermo con i fondi del piano di zona previsto dalla legge quadro 328/2000. L’Asp curerà l’affidamento del servizio e metterà a disposizione locali e personale medico. Attualmente, gli ambiti di collaborazione tra Asp e Comune sono molteplici, dalla riorganizzazione per i piani personalizzati e il potenziamento delle Uvm per le persone disabili, alla presa in carico dei bambini e degli adolescenti segnalati dall’autorità giudiziaria, agli sportelli unici di accesso, nell’ottica dell’integrazione socio sanitaria e per dare ai cittadini servizi più veloci ed efficaci.

«Abbiamo individuato insieme alla Asp – dichiarano il Sindaco, Leoluca Orlando e l’Assessore alla Cittadinanza Sociale, Giuseppe Mattina – una risposta a quanto richiesto e ciò ad ulteriore conferma dell’impegno della Amministrazione comunale di fornire servizi a garanzia dei diritti dei cittadini. Ribadiamo la necessità di una continua collaborazione che superi sterili chiusure che mortificano servizi essenziali e la stessa credibilità delle istituzioni». «Sono in aumento – ha sottolineato il Commissario dell’Asp di Palermo, Antonio Candela – tutte le malattie croniche legate all’età, e tra queste le demenze, di cui la malattia di Alzheimer è la forma più frequente. Studi clinici approfonditi hanno dimostrato che l’assistenza nei Centri Diurni è significativamente efficace nel ridurre i disturbi del comportamento e lo stress dei familiari. Grazie alla piena sinergia con l’Amministrazione comunale continueremo a garantire un servizio di grande utilità sanitaria e sociale».

I parenti dei malati però sembrano non essere convinti e hanno delle preoccupazioni a proposito della continuità del servizio: «Non hanno fatto altro che ribadire ciò che sappiamo. – dice Francesco Romeo, che ogni giorno porta suo padre al centro – I soldi ci sono ma è l’Asp che si deve occupare dell’affidamento. Affidamento significa fare il bando che ad oggi non c’è. Devono dire chiaramente cosa succederà a marzo. Danno continuità all’attuale cooperativa fino a nuovo bando? Hanno una cooperativa di fiducia che garantirà il periodo di vuoto? Avere mio padre in questo stato è come avere un figlio ed è come se da domani arrivasse a scuola e trovasse nuovi professori, nuovi bidelli e nuove regole. Che senso ha tutto ciò? L’assessore Mattina dice che non potrà essere la stessa cooperativa a gestire il centro, che per bando non si può. Che vuol dire che non sarà la stessa cooperativa? Perché non può essere la stessa?».


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Intesa raggiunta: il Comune ha trovato i soldi e l'Asp curerà l'affidamento del servizio. L'attuale cooperativa però purtroppo per bando dovrà andarsene e cedere il posto ad un'altra, cosa che ai parenti dei malati proprio non va giù: «È come se da domani mio padre arrivasse a scuola e trovasse nuovi professori e nuove regole. Che senso ha?»

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