Tra banchi di pegno e desolazione

Dilaga la desolazione. L’uomo spegne le insegne del suo negozio e si allontana. Consegna i registri al tribunale. Spende gli ultimi spiccioli in un gratta e vinci e se ne va. Sparisce. Il padrone pretende un prezzo che l’inquilino non può più pagare. I clienti non arrivano. La gente guarda i prezzi e passa oltre. Code al mercato dell’usato, code dai rottamai, code nei banchi di pegno. Povertà, desolazione.

E’ il tempo delle piccole migrazioni. Esodi minuscoli, al massimo, da quartiere a quartiere. Il mondo si globalizza ma l’uomo, fisicamente, torna a muoversi solo nel suo cortile. Le forze non lo sostengono, la sfiducia e il timore lo hanno pervaso completamente: riesce a esprimere la propria vitalità solo nascosto da uno schermo. E al buio. Tornano le scarpe ortopediche, i calzolai, i falegnami e gli aggiusta tutto.

E’ il tempo della sosta, del dominio statico bancario, della tirannia economica dei giganti.

Il denaro, adesso, ha assunto sembianze semantiche: vuole per sé un valore sempre più grande, che la storia, però, non ha più desiderio né possibilità di concedergli. Riconosciamolo, allora, e io sono naturalmente a disposizione, una bella ruspa da mille cavalli che spiani in una mattina Piazza Politeama, ma non tanto per ridere: completamente. E grandi falò all’angolo tra via Ruggero Settimo e Via Amari. Barbecue fatti di ferro per carpentieri e saldati alla meglio. Popoli che arrivano da borgo nuovo e Piazza Croci. Pecore macellate in casa, conigli rubati nelle campagne, quarti di bue congelati. Fumo. Nuvole pesanti sulla città e sul mare.

Con molto seguito di ragazzi scalzi le carovane invadono i viali: l’Acropoli, da qui, si vede perfettamente sopra Monte Pellegrino. Solo che è di un altro colore.

 

 

 


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Dilaga la desolazione. L’uomo spegne le insegne del suo negozio e si allontana. Consegna i registri al tribunale. Spende gli ultimi spiccioli in un gratta e vinci e se ne va. Sparisce. Il padrone pretende un prezzo che l’inquilino non può più pagare. I clienti non arrivano. La gente guarda i prezzi e passa oltre. Code al mercato dell’usato, code dai rottamai, code nei banchi di pegno. Povertà, desolazione.

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