Toccata e fuga. Il leader del M5s Conte a Palermo: «Schifani vada a casa»

Soffia sulla brace, il presidente del M5s Giuseppe Conte. E lo fa dalla Sala Rossa dell’Ars, a Palermo. Questa mattina il leader pentastellato ha tenuto una conferenza stampa per chiarire, casomai ci fossero dubbi, la posizione del suo partito. Oltre alla stampa, presenti anche esponenti del Partito democratico e il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera che, proprio ieri, ha annunciato la sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana al grido «Chiamatemi Ismaele».

Conte a Palermo: «Questione morale e politica»

Da Palazzo dei Normanni, Conte ha parlato di «questione morale e politica», denunciando un sistema che, volutamente, lascia i cittadini «senza risposte da oltre dieci anni». Un sistema, spiega Conte «segnato da inchieste e sistemazioni quotidiane di amici e amichetti». Conte punta senza esitazione il dito contro Fratelli d’Italia, sostenendo che oggi più che mai quel partito abbia «un problema grave e non solo in Sicilia». Ma non risparmia le altre forze politiche di maggioranza sostenendo che «in Sicilia ogni forza politica ha i suoi indagati e rinviati a giudizio, con accuse gravi e sempre collegate a condotte contrarie ai doveri istituzionali: dobbiamo far capire a tutti che non ci possiamo rassegnare e accettare che, ad esempio, gli appalti truccati in Sanità siano una regola, che per un esame diagnostico passino mesi e nel frattempo la gente muore, che un’amministrazione non è efficiente perché piegata a un apparato di potere».

«Il governo Schifani deve andare a casa»

Nel mirino del leader del M5s è finito il governo regionale che, secondo Conte «deve andare a casa». E annuncia un suo impegno specifico per la soluzione di quello che oggi può essere definito il problema Sicilia annunciando una sua presenza più costante nell’Isola: «Tornerò ogni volta che me lo chiederete» perché «stiamo conducendo una battaglia di responsabilità».

Sul piano operativo, il capogruppo all’Ars Antonio De Luca ha ufficializzato la prossima mossa del partito «Presenteremo una mozione di censura nei confronti dell’assessora regionale al Turismo Elvira Amata», sulla quale pende una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione.

Cateno De Luca si dimette

In parallelo, però, si è aperto un altro fronte politico. I deputati regionali Cateno De Luca, Matteo Sciotto e Giuseppe Lombardo, del gruppo Sud chiama Nord, hanno rassegnato le loro dimissioni con un obiettivo preciso. Quello di generare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea regionale siciliana. Un’iniziativa che si basa sull’articolo 8 bis dello statuto, che prevede la decadenza della legislatura con le dimissioni della metà più uno dei deputati, ovvero 36 firme. «Siamo nel pieno del vannamarchismo, dove conta chi si sa vendere meglio», ha attaccato De Luca, che punta a coinvolgere anche settori del centrodestra per raggiungere il quorum necessario entro il 31 luglio. Le prime dimissioni, formalizzate oggi, non producono effetti immediati. Sarà necessario completare la raccolta delle firme. In caso di successo, le elezioni regionali verrebbero indette entro novanta giorni.

Intanto il termometro del rispetto della stampa è calato di qualche punto. Perché il presidente Conte, dopo aver detto ciò che era venuto a dire e risposto ad appena un paio di domande, se ne è andato. Lasciando ai cronisti la visione della sua schiena. Forse era in ritardo per il successivo appuntamento: una visita alla comunità di Niscemi. Ma si sa: in campagna elettorale non si guarda in faccia a nessuno. E nessuno ha gli occhi nella propria schiena.


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