Terzo polo: a Roma a destra, a Palermo a sinistra…

Alla fine è stato smentito. Un peccato. Una volta che aveva detto la verità, Italo Bocchino, da sempre vicinissimo a Gianfranco Fini, è stato zittito. Malamente. A riprenderlo, nentemeno, è stato il suo capo in persona. Cioè il presidente della Camera dei deputati che, pur essendo terza carica dello Stato, pur dovendo essere al di sopra delle parti è, in realtà, il numero uno di Futuro e Libertà, partito nato dopo che Silvio Berlusconi, con grande ‘lungimiranza’, lo ha messo alla porta.
Ma cos’ha detto di tanto grave Bocchino? Semplice: che Futuro e Libertà, ormai, non ha nulla a che spartire con il centrodestra. E che, d’ora in poi, deve cominciare a ragionare con il centrosinistra. Cosa, questa, che il parlamentare nazionale, sempre di Futuro e Libertà, il siciliano Fabio Granata, sottoscriverebbe senza problemi. Invece a Fini la svolta a sinistra di Bocchino non è piaciuta. E lo ha smentito.
Da Roma trasferiamoci in Sicilia. Dove, invece, va in scena una farsa di segno opposto. Il teatro è Palermo. Città nella quale, la primavera prossima, si celebrareranno le elezioni per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. La candidata del centrosinistra è Rita Borsellino: destinata ad essere candidata del centrosinistra con le primarie (perché le vince) e senza primarie. Ebbene, mentre a Roma Fini richiama Bocchino che vorrebbe virare a sinistra, a Palermo gli esponenti di Futuro e Libertà (insieme con l’Udc, l’Api e l’Mpa), da qualche settimana fanno l’anticamera dalla Borsellino nella speranza – vana – che la candidata li intruppi nello schieramento di centrosinistra.
Bisognerebbe vederli, gli esponenti del terzo polo di Palermo. Con in testa, appunto, gli uomini di Futuro e Libertà. Fanno tenerezza. Elemosinano, con il cappello in mano, un posto nel centrosinistra. Al limite, si accontenterebbero pure di uno strapuntino. Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia sarebbero persino disposti a mettere a disposizione gli alimenti. Panini e aranciate. E anelletti al forno alla palermitana la domenica. “Tutto pagato nostro”, ripetono alla Borsellino per cercare di convincerla ad accasare i terzopolisti nello schieramento di centrosinistra. Ma Rita non li vuole. “Ha fatto tanto per sistemare la casa e adesso dovrebbe fare entrare quelli…”, ripete un collaboratore della leader di Un’altra storia.
Intanto i maligni ‘ricamano’ sulle contraddizioni di Futuro e Libertà. Ma come? A Roma Fini richiama Bocchino perché troppo sblianciato a sinistra, mentre a Palermo lascia che i suoi ‘pietiscano’ un posto nello schieramento di centrosinistra della Borsellino? Domande che chiamano altre domande: ma che razza di partito è Futuro e Libertà? Sta con il centrosiistra? Sta con il centrodestra? Sta al centro? Insomma con chi stanno questi?


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Alla fine è stato smentito. Un peccato. Una volta che aveva detto la verità, italo bocchino, da sempre vicinissimo a gianfranco fini, è stato zittito. Malamente. A riprenderlo, nentemeno, è stato il suo capo in persona. Cioè il presidente della camera dei deputati che, pur essendo terza carica dello stato, pur dovendo essere al di sopra delle parti è, in realtà, il numero uno di futuro e libertà, partito nato dopo che silvio berlusconi, con grande ‘lungimiranza’, lo ha messo alla porta.

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