Succede al Massimino

Tanto per non smentire l’opinione comune sullo stato delle barriere architettoniche e dei servizi offerti ai disabili nella nostra città, domenica l’ascensore destinato alle persone con disabilità dello stadio Massimino era di nuovo fermo, fuori uso. Non è la prima volta che accade, ma stavolta l’episodio è stato più grave del solito.
 
A denunciarlo è Nunzio Palla, disabile di 44 anni che nonostante la sedia a rotelle non rinuncia mai a seguire il Catania Calcio nelle partite che si giocano in casa. “Al termine dell’incontro Catania-Reggina“, racconta il signor Palla, assistito dal Consorzio siciliano di riabilitazione di Catania, “Ero con il mio accompagnatore in tribuna B e, come accade normalmente a fine partita, dovevo prendere l’ascensore per i disabili che mi avrebbe portato fuori dallo stadio. L’ascensore però era bloccato e sono rimasto per più di un’ora sotto il sole cocente, senza che nessuno si decidesse ad aiutarmi. Dopo tutto quel tempo è finalmente arrivato un addetto del Catania Calcio, il quale mi ha spiegato che l’ascensore viene gestito dal Comune di Catania, ma che il personale comunale che lo mette in funzione era già andato via al termine della partita”.

Il disabile catanese, a causa del caldo e del grande stress dovuto alla situazione, ha avuto una grave crisi ipertensiva: si è reso necessario l’intervento di un’ambulanza, sebbene l’uomo abbia poi rifiutato il ricovero in ospedale. Nunzio Palla adesso chiede che ci sia più attenzione nei confronti di tutti quei disabili tifosi, e sono davvero in molti, che vogliono seguire la loro squadra del cuore allo stadio senza subire ingiustizie: “Quest’anno è la terza volta che accade e non è affatto giusto. Io pago il biglietto come tutti gli altri, ma cammino su una sedia a rotelle, e se esiste un ascensore per i disabili non può rimanere bloccato”.


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Al termine di Catania-Reggina un disabile è rimasto per più di un’ora bloccato sotto il sole, sulla sua carrozzella, perché l’ascensore dello stadio non funzionava. Non è la prima volta che accade. Ma stavolta è dovuta intervenire anche un’ambulanza

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