Strage di Altavilla: ergastolo per Barreca e complici. Uccise moglie e figli per purificarli dal demonio

Dopo oltre dieci ore di camera di consiglio, i giudici della Corte d’Assise di Palermo hanno stabilito l’ergastolo per gli autori maggiorenni della strage di Altavilla Milicia di febbraio 2024. Questa la pena per Giovanni Barreca, Massimo Carandente e Sabrina Fina per l’uccisione di Antonella Salamone e i figli Kevin, 16 anni, ed Emanuel, 5 anni. Un caso che aveva fatto scalpore per le torture, prima della morte, inflitte ai tre in nome di una purificazione religiosa. Dopo la requisitoria dei magistrati della procura di Termini Imerese, che pure ritenevano Barreca – marito e padre delle vittime – affetto da semi infermità mentale, i giudici hanno deciso di non concedere all’uomo nessuna attenuante, stabilendo il massimo della pena. Insieme a lui, condannati Carandente e Fina, la coppia di coniugi ritenuta complice del triplice omicidio.

Il ruolo della figlia 17enne

Per queste morti, era già stata processata Miriam Barreca, la figlia allora 17enne della coppia. Accusata di aver preso parte a torture e omicidi, e nell’occultamento del cadavere della madre. Condannata in primo grado a 12 anni e 8 mesi, dal tribunale dei minorenni di Palermo; la Corte d’Assise l’ha poi assolta in quanto non in grado di capire l’orrore che stava vivendo. All’inizio, la giovane racconta di essere stata costretta ad assistere alle torture e di non aver chiesto aiuto per paura. Una versione che, giorni dopo, non reggerà. È lei stessa a raccontare ai magistrati il suo ruolo: dall’aver tenuto fermo il fratello più piccolo al saltare sullo stomaco del più grande, immobilizzato. Di cui invia una foto a un’amica. Convinta che «in casa ci fossero i demoni» e servisse «un rito di liberazione».

Dal fanatismo religioso agli omicidi

L’orrore nella famiglia di Altavilla Milicia affonda le radici nel fanatismo religioso. E, nello specifico, dalle predicazioni di Roberto Amatulli, ex parrucchiere barese diventato un sedicente pastore evangelico e guaritore. Che avrebbe annoverato tra i suoi seguaci anche i tre responsabili della strage del Palermitano. A istigare Barreca a dover ripulire la sua casa dalla presenza del demonio sarebbero stati i coniugi Carandente e Fina. Per poi diventarne complici negli omicidi. Secondo il racconto della figlia sopravvissuta, i tre si sarebbero conosciuti sui social. Iniziando a frequentare la casa della famiglia e a sostenere di dover «fare pulizie casa perché c’erano troppi demoni», racconta Miriam Barreca. Fino a trasferirsi e a prendere parte alla strage, secondo i giudici.


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