ST Microelectronics: le prime reazioni

Sulla questione sollevata dall’articolo di Federico Rampini, pubblicato da La Repubblica e ripreso da noi su Step1, emergono i primi pareri. Abbiamo sentito il neo Preside della facoltà di Ingegneria, Prof. Luigi Fortuna, che ha così commentato l’articolo:

 

Si, me ne è arrivata voce – commenta Fortuna – e tengo subito a sottolineare che la ST non ha ancora assunto nessun ingegnere indiano.

 

Infatti Rampini parla di assunzioni da effettuare a breve tempo nella nuova sede di New Delhi.

Stiamo attenti, non c’è niente di ufficiale da parte di ST. Si può anche dire che verranno assunti 3400 dipendenti, poi si può farlo anche nei prossimi 40 anni ad esempio.

 

Qual è, se c’è, il problema per il quale la ST dovrebbe programmare nuove assunzioni all’estero anziché investire a Catania? Oltre il costo della forza lavoro, gli ingegneri indiani sono più qualificati dei nostri?

La qualifica degli ingegneri non c’entra nulla. Ingegneri ce ne sono di diverso tipo e con diverse mansioni. Bisogna vedere questi ingegneri per cosa verrebbero assunti, dove verrebbero collocati.

Per quanto riguarda il costo della forza lavoro, la gente tiene le arance sugli alberi perché la forza lavoro costa molto. Questa è la giustificazione che molti danno per non raccogliere le arance. A Catania si investe su ingegneri che danno valore aggiunto al prodotto e sulla ricerca, che è importante e che costa. Bisogna valutare tutto.

 

Quindi non c’è una crisi della ST che porta ad investire all’estero?

C’è un rallentamento del sistema ST, ma è il mercato dei semiconduttori che attualmente vive un momento di ferma internazionale, legato alla crisi finanziaria, alla guerra in Iraq. Non è un problema locale ma un problema globale, tutto il mercato dei semiconduttori sta soffrendo. Sbloccandosi il mercato nei prossimi 6-8 mesi anche a Catania si avranno dei riflessi. Il cambio della politica e le scelte politiche nazionali hanno inciso negativamente sul trend altamente positivo del sistema ST e questo rallenta un mezzogiorno che è sofferente di per sé stesso. Nel  mercato mondiale dei semiconduttori grosse aziende come Motorola e Nokia hanno licenziato migliaia di ingegneri. Non mi risulta che alla ST ci sia stato un solo licenziamento. Il fatto di mantenere, in questo momento, gli stessi livelli occupazionali è una risposta importante per quanto riguarda il mondo ST e sicuramente un traguardo.

 

Non c’è alcun allarme allora per quanto riguarda la ST di Catania?

Non solo non c’è alcun allarme, non bisogna nemmeno creare degli allarmismi con questi articoli scritti da un giornalista che lavora a Milano e scrive per un giornale del nord Italia. Il giornalista di Milano ha sentito qualche amico, avrà percepito qualche informazione che poi giustamente scrive e che danneggia soprattutto il sud. Non buttiamo ombre sull’unica realtà locale. Dobbiamo valutare attentamente le notizie perché altrimenti arrechiamo un danno ad un’ azienda che mantiene i livelli occupazionali, cosa che non hanno fatto tante altre aziende nel territorio che, da Catania a Milano, hanno licenziato tanti ingegneri. Lasciamo stare gli ingegneri italiani, indiani o cinesi. Questo non va a  discapito di Catania. Quello che va a discapito della nostra città è la politica finanziaria nei confronti delle grosse aziende, soprattutto nel mezzogiorno.

 

 

L’articolo di Federico Rampini su La Repubblica


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