Soppressione delle Province, Crocetta sfida l’Ars: “Io non arretro di un solo millimetro”

CONTINUA L’ARROGANZA DEL GOVERNO REGIONALE. INVECE DI CAPIRE IN CHE COSA STA SBAGLIANDO, IL PRESIDENTE DELLA REGIONE VA ALLO SCONTRO CON IL PARLAMENTO

“Se qualcuno pensa di potermi fare cambiare idea trincerandosi dietro il segreto dell’urna sbaglia di grosso, io non arretro di un solo millimetro e porterò avanti le riforme”.

Questa la posizione del presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo la ‘Caporetto’ di ieri, all’Ars. Ieri Sala d’Ercole ha ‘bocciato’ le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Invece di provare a capire perché il Parlamento siciliano mette in minoranza il Governo, Crocetta rilancia e sfida i deputati.

A proposito di una legge già monca che oggi torna in discussione all’Ars, il presidente della Regione dice: “Se sarà possibile, va bene, altrimenti quando non sarà più possibile vuol dire che ci sono dei parlamentari che si sono stancati di stare all’Ars”.

Che significa? Forse che se Sala d’Ercole ‘boccierà’ la riforma senza costrutto di Province e Comuni si dimetterà, facendo decadere tutta l’Attuale Assemblea regionale siciliana? Posizione politica priva di credibilità, perché Crocetta e il senatore Lumia non lascerebbero mai una Regione che amministrano male, ma che – con la sola eccezione dell’assessorato retto da Nicolò Marino – controllano in modo ‘militare’.

 

“Se qualcuno pensa di giocare allo sfascio e che io debba subire questo sfascio, sappia che sta facendo male, anzi molto male i suoi calcoli. Sono pronto a ogni sfida”.

Insomma solo il presidente Crocetta ha ragione e tutti i deputati che non si genuflettono alla sua grande intelligenza politica e alle sua ‘lungimiranti’ riforme sono cattivi…

Ma dove l’hanno trovato ‘sto governatore?  


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