L’assemblea della Democrazia cristiana a Caltanissetta non è stata soltanto un momento di confronto interno. L’iniziativa si è trasformata in un banco di prova politico per misurare il peso del partito all’interno della maggioranza che sostiene il presidente della Regione Renato Schifani. E per rilanciare il ruolo della formazione nella seconda parte della legislatura. Ma […]
Foto di Nuccia Albano
La voglia di Dc che può cambiare tutto: fedeli a Schifani, ma in lista unica con la Lega
L’assemblea della Democrazia cristiana a Caltanissetta non è stata soltanto un momento di confronto interno. L’iniziativa si è trasformata in un banco di prova politico per misurare il peso del partito all’interno della maggioranza che sostiene il presidente della Regione Renato Schifani. E per rilanciare il ruolo della formazione nella seconda parte della legislatura. Ma soprattutto è emerso un dato netto: c’è voglia di Dc. Con la partecipazione del gruppo parlamentare, dei tre commissari regionali, nonché di iscritti, eletti e militanti da tutta la Sicilia, dal confronto è emersa la richiesta di aprire un incontro politico con Schifani. Per fare il punto su percorso amministrativo e prospettiva della coalizione, dopo mesi di tensioni.
La strategia della Dc: incidere senza rompere
L’atteggiamento della Democrazia cristiana siciliana appare improntato a un equilibrio politico. Da un lato il partito conferma il sostegno al governo regionale, mentre dall’altro rivendica un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche. L’assemblea di Caltanissetta ha rappresentato anche un’occasione per mostrare compattezza interna. I dirigenti hanno insistito sulla necessità di rafforzare la presenza del partito nei territori e di preparare con largo anticipo le prossime sfide elettorali. Mantenendo comunque saldo il rapporto con il presidente della Regione.
Non c’è Pace tra gli ulivi. Ma spunta la Lega
Non è potuta mancare, però, una nuova querelle interna. Il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace, ha diffuso un comunicato dai toni prudenti. Sostenendo che il partito avvierà interlocuzioni sulla base di piattaforme programmatiche condivise. E che qualsiasi accordo elettorale dovrà rispettare l’identità della Dc. Lasciando intendere come nessuna scelta sia ancora definita. Ma, poco dopo, il collega di partito Carlo Auteri descrive uno scenario completamente diverso e ben più avanzato. Indicando che, in realtà, la decisione sarebbe già stata presa: Democrazia Cristiana e Lega correranno insieme alle prossime elezioni regionali e nazionali con una lista unica, che unirà entrambi i simboli.
Gli equilibri della maggioranza e le nuove alleanze
La richiesta della Dc arriva in un momento delicato per il centrodestra siciliano. Negli ultimi mesi Schifani ha lavorato per ricompattare la coalizione, convocando più tavoli politici con Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Mpa e Democrazia cristiana. Con l’obiettivo di riallineare l’azione del governo e quella dell’assemblea regionale. Con un occhio di riguardo, forse, alla recente stretta di mano tra Mpa di Raffaele Lombardo e Sud chiama nord di Cateno De Luca. Per il presidente della Regione si tratta di un passaggio significativo: mantenere unito il centrodestra rappresenta, infatti, una condizione indispensabile per affrontare i principali dossier della seconda metà della legislatura. Mentre le singole forze della coalizione cercano di consolidare il proprio profilo in vista delle future competizioni elettorali.
Il peso dei territori e del centro Sicilia
La scelta di Caltanissetta non appare casuale. Il cuore della Sicilia rappresenta uno dei territori nei quali la competizione politica si è intensificata negli ultimi anni. E dove i partiti della coalizione stanno ridefinendo i propri rapporti di forza. Una vera e propria roccaforte, dunque. Le recenti consultazioni per i Liberi consorzi hanno evidenziato come gli equilibri del centrodestra non siano sempre scontati e richiedano continui momenti di mediazione tra le diverse componenti della coalizione. In alcune realtà provinciali le dinamiche locali hanno, infatti, prodotto candidature differenti rispetto agli orientamenti regionali, rendendo ancora più necessario un coordinamento politico. Per la Dc, il rafforzamento della rete amministrativa locale rappresenta uno degli obiettivi prioritari, nella convinzione che il consenso costruito nei Comuni costituisca la base per consolidare il peso regionale.